amleto di william shakespeare





























































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 William Shakespeare – Le opere

(Nato il 26 aprile 1564. Morto nel 1616.)

Drammaturgo e poeta inglese, è uno degli esponenti principali del rinascimento inglese e uno dei più grandi autori della storia del teatro occidentale. Nato a Stratford-on-Avon, nel 1592 si trasferì a Londra dove si impegnò come autore e, marginalmente, come attore con la compagnia "Chamberlain's Men" (divenuta in seguito "King's Men" a causa della salita al trono di Giacomo I). Da questo momento la sua carriera fu fulminea e gli procurò considerevoli guadagni che gli consentirono di essere comproprietario dei due teatri più importanti di Londra: il "Globe Theatre" e il "Blackfriars".

Difficile inquadrare la sua notevole produzione artistica, che annovera drammi storici, commedie e tragedie, anche a causa della rilettura successiva dei suoi lavori ad opera dei letterati romantici che videro profonde assonanze tra la loro ricerca estetica e i lavori di Shakespeare.


Per lungo tempo, infatti, questa rilettura ha influenzato sia la critica che gli allestimenti delle sue opere, esasperando le affinità poetiche con il romanticismo. Indubbiamente sono presenti, soprattutto nelle grandi tragedie, temi e personaggi che preludono all'esperienza romantica, ma l'originalità del grande artista inglese va cercata maggiormente nella grande capacità di sintesi delle diverse forme teatrali del suo tempo in opere di grande respiro ed equilibrio dove il tragico, il comico, l'amaro, il gusto per il dialogo serrato e per l'arguzia, sono spesso presenti in un'unica miscela di grande efficacia.

Essendo impossibile selezionare alcuni lavori più importanti di altri, mi limiterò a segnalarne alcuni in ordine sparso. Per quanto riguarda le tragedie la più famosa è certamente "Amleto" (1599-1600), insieme a "Romeo e Giulietta" (1594-95), "Enrico IV" (1597-98) e "Macbeth" (1605-06); per le commedie possiamo citare "La bisbetica domata" (1593-94), "Molto rumore per nulla" (1598-99) e "Le allegre comari di Windsor" (1600-01). Una menzione speciale meritano due opere "fantastiche" nelle quali sogno e realtà si mescolano in maniera talmente suggestiva da essere dei veri e propri capostipiti del genere "Fantastico": si tratta di "Sogno di una notte di mezza estate" (1595-96) e "La tempesta" (1611-12).



Cenni storici

L'avvento al trono di Elisabetta nel 1558 non fu facile. Durante il breve regno della sorellastra Maria, che l'aveva preceduta, c'era stato un sanguinoso tentativo di restaurazione del cattolicesimo contro la Riforma protestante.

Assicuratasi il trono, Elisabetta aveva perseguito all'estero una politica di espansione commerciale e territoriale e all'interno aveva mirato ad uno sviluppo economico accelerato.

La nazione la sosteneva, soprattutto dopo che la sua flotta riuscì a distruggere l' Invincibile Armata spagnola, facendo dell'Inghilterra la maggiore potenza mondiale sui mari.

Ma proprio questo straordinario sviluppo implicava delle profonde trasformazioni all'interno del paese: la classe mercantile aveva il sopravvento sulla tradizionale aristocrazia terriera, la Chiesa anglicana doveva ora confrontarsi, oltre che con i cattolici, con le minoranze calviniste e puritane che prevalevano nel ceto medio. Inoltre la regina non aveva eredi e gli aristocratici entrarono in conflitto tra loro per assicurarsi posizioni di privilegio al momento della successione.

Un episodio significativo di queste manovre fu la fallita ribellione capeggiata dal conte di Essex nel 1601, nella quale fu coinvolta anche la compagnia teatrale di Shakespeare (la compagnia dei Chamberlain's Men era stata invitata a rappresentare nel giorno fissato per la rivolta il "Riccardo II", dramma che si pensava potesse istigare gli animi all'azione).

Amleto – La trama









ARGOMENTI CORRELATI

SHAKESPEARE IN ITALY

amleto e ofelia
analisi dei personaggi
dell'amleto di shakespeare






























































L’opera è ambientata nella Danimarca feudale e la quasi totalità delle scene si svolgono all’interno del castello di Elsinor, ad eccezion fatta per alcune scene ambientate rispettivamente nello spazio circostante al castello (atto primo, scena prima e scena quarta), nella casa di Polonio (atto primo, scena terza ed atto secondo, scena prima), nella pianura danese (atto quarto, scena quarta) ed all’interno di un cimitero (atto quinto, scena prima).

Il primo atto inizia con due uomini (Bernardo e Francesco) di guardia al castello, raggiunti più tardi da Orazio e Marcello. Un fantasma dalle sembianze del padre di Amleto appare agli uomini ma, improvvisamente e prima di poter parlare, svanisce nel nulla. La notte successiva, dopo essere stato dovutamente avvertito, il giovane Amleto si unisce alla guardia del castello. Il fantasma riappare ed Amleto riesce a parlargli, dopo averlo seguito, prima che esso scompaia di nuovo. Il fantasma gli rivelerà i veri avvenimenti che hanno preceduto la sua morte, svelandogli l’omicidio da parte del fratello Claudio e chiedendogli di vendicarlo. Da adesso in poi Amleto si fingerà pazzo per confondere chiunque cerchi di prevederlo ed in modo da facilitarsi, quindi, la vendetta.

Dopo la morte del re, Claudio ha sposato la regina, Gertrude. Sia la madre Gertrude che lo zio Claudio sono preoccupati per la presunta pazzia di Amleto e chiedono a due suoi amici di scuola, Rosencrantz e Guildenstern, di trovare la causa del problema.

Una compagnia di attori, la "compagnia stabile della città", viene invitata al castello con l’intento di risollevare l’animo di Amleto. Amleto chiede agli attori di interpretare "L’Omicidio di Gonzago" (chiamandola in seguito "La trappola per topi") aggiungendo alcune sue righe al testo. L’interpretazione, raggiungendo l’obiettivo prefissato da Amleto, rende furioso il re, che interrompe la recita. Questo sembra provare agli occhi di Orazio ed Amleto la colpa di Claudio.

Amleto raggiunge la madre nella sua stanza per parlarle. Mentre dialoga animatamente con ella, sente Polonio gridare da dietro le tende. Amleto, credendo si trattasse del re, lo uccide. Claudio, decidendo quindi che Amleto è troppo pericoloso per essere lasciato a piede libero in Danimarca, decide di trasferirlo in Inghilterra con Rosencrantz e Guildenstern, a cui consegna una lettera con l’ordine di uccidere Amleto non appena raggiunta l’Inghilterra. Sulla nave, a causa dell’attacco di una nave corsara, Amleto scopre la lettera e la rimpiazza con un’altra in cui si ordina invece di uccidere Rosencrantz e Guildenstern a viaggio completato. Amleto si dirige di nuovo verso l’Inghilterra.

Non appena ritornato in Danimarca, Amleto scopre che Ofelia, impazzita dopo la morte del padre, è annegata. Vedendo Amleto, Laerte lo accusa della morte di Ofelia e Polonio. Per mettere fine alla disputa, il re prepara un incontro di scherma tra Amleto e Laerte, trovando un artificio per uccidere "accidentalmente" Amleto. Claudio avvelena del vino che offrirà ad Amleto alla fine del primo incontro, e Laerte avvelena a sua volta la punta del suo fioretto. Durante il combattimento Gertrude, all’oscuro delle macchinazioni del re, beve dalla coppa riservata ad Amleto. Laerte ferisce Amleto, condannandolo a morte e, scoprendo Amleto che il fioretto è a punta scoperta, attacca furiosamente Laerte. Nello scontro che segue i due si scambiano i fioretti ed Amleto ferisce Laerte. Quasi nello stesso istante, Gertrude cade a terra, affermando che la coppa è avvelenata. Laerte confessa quindi che la morte di Gertrude è opera del re, e che la punta da cui Amleto è stato ferito è avvelenata. Amleto, gridando al tradimento, Trafigge il re. Prima di morire Amleto chiede ad Orazio di fare in modo che tale storia non vada perduta, e di raccontare pubblicamente gli avvenimenti di cui è stato vittima.



Pochi istanti dopo Fortebraccio entra con i suoi soldati nel castello e, impreparato ad un simile scenario di morte, reclama i propri diritti sulla Danimarca. Viene ordinato di esporre sul palco la salma di Amleto, e di annunciare la sua morte con fanfare e salve di guerra.

Amleto - Analisi

Quando William Shakespeare completò la prima stesura dell'Amleto (1600) aveva alle spalle già numerosi anni di successi come sceneggiatore. Diede prova della sua maestria nelle commedie (Come vi piace), nelle opere a sfondo storico (Riccardo II) e nelle tragedie (Giulio Cesare) dimostrando inoltre le sue notevoli capacità di poeta nei suoi numerosi sonetti.

La tragedia di Amleto, la più lunga tra le opere di Shakespeare, rappresenta una svolta nello sviluppo spirituale ed artistico dell'autore soprattutto tramite dei dialoghi che raggiungono all'interno dell'opera un'intensità di significato difficilmente ripetuta in passato. Un'intensità dovuta soprattutto ai giochi di parole di Amleto, aventi sempre significati molteplici, che lo rendono probabilmente uno dei personaggi che meritano più attenzione all'interno del panorama teatrale.

Le origini della storia sono avvolte nelle nebbie del passato. Si presume che il nome Amleto, di origine danese, provenga da un testo ("Belleforest' Histoires Tragiques", dal "Saxo Grammaticus' Historia Danica") pubblicato nel 1582. Questa tesi è avvalorata anche dalla presenza in questo testo di elementi come l'incesto, il fratricidio e di personaggi come Ofelia, Polonio, Orazio, Rosencrantz e Guildenstern, senza considerare inoltre il viaggio in Inghilterra.

Comunque sia, la storia della vendetta di Amleto era già conosciuta alla corte della regina Elisabetta tramite un presunto lavoro perduto di Thomas Kyd, una tragedia ispirata a Seneca in cui gli elementi realistici dell'opera erano stati congiunti con elementi contemporanei di carattere sovrannaturale, come l'apparizione del fantasma o il caratteristico avvelenamento di cui il vecchio re Amleto è vittima.

Gli antecedenti storici e le affinità concettuali non devono comunque oscurare la singolarità dell'opera di Shakespeare. Prima di tutto occorre notare la natura conflittuale dell'uomo, perfettamente rappresentata in quest'opera. Non appena la rappresentazione inizia, Amleto ha appena completato gli studi, è figlio di un grande re e suo diretto discendente al trono, e tutto ciò sembra esaltare la natura stessa dell'uomo, come si evince da uno dei suoi primi monologhi, in presenza di Rosencrantz e Guildenstern: "Che capolavoro è l'uomo! Nobile d'intelletto, dotato d'una illimitata varietà di talenti; esatto nella sua forma e in tutti i suoi atti; compiuta, ammirevole creazione: pari a un dio nella mente, e nell'azione a un angelo. Lui, la bellezza del mondo. Lui, la misura di ogni animata cosa!". Ma, in contrasto con quanto detto in precedenza, conclude con questa pessimista nota malinconica: "Ebbene, per me non è che una quintessenza di polvere. L'uomo non m'incanta".

 


 

Non rende contraddittoria la rappresentazione del giovane ascendente al trono della Danimarca, figlio di un importante re?

Effettivamente, l'intera opera ruota intorno a questo punto di vista. Si vedrà il giovane Amleto intraprendere una profonda introspezione, tanto da farlo dubitare del mondo intero, di quanto pensava in passato e della presunta eccellenza della sua stessa natura. Di che genere di mondo è stato testimone per essere indotto a rendere tanto discordi i suoi pensieri dalle sue azioni?

Amleto è stato forzato a "sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna". La morte di un re e di un padre, il precedente re Amleto. Scoprire che sua madre Gertrude è una donna di facili costumi, tanto da arrivare all'incesto a soli due mesi dalla morte del padre (rivelazione resa ancora più sconcertante dall'intimità che lega Amleto e Gertrude). Rendersi conto che i propri amici di vecchia data, Rosencrantz e Guildenstern, non sono differenti da tutti gli altri cortigiani: opportunisti con la sola intenzione di "assorbire, dal re, incarichi favori e ricompense". Argomento, questo dell'amicizia (che difficilmente resiste alle pressioni del tempo, come dimostrano qui Rosencrantz e Guildenstern) da non sottovalutare in quanto ricorrente nelle opere di Shakespeare, come ad esempio ne "Il Mercante di Venezia" ed in un'alta percentuale dei suoi sonetti.

Infine, l’ultimo elemento responsabile dello sconvolgimento di Amleto, del suo cambiamento nel vedere il mondo, è la sua fedeltà nell’amore. Inizialmente osserviamo Polonio negare ad Ofelia il diritto di vedere Amleto, fatto in se neanche troppo sconvolgente, se non fosse legato all’atto di Ofelia di prendere parte ad un esperimento preparato dal re e da Polonio per testare l’effettiva pazzia di Amleto. Questa completa perdita di fiducia nel mondo femminile, che sembra confermare quanto pensato in precedenza su Gertrude, è determinante; tanto determinante da spingere alcuni autori teatrali a rivisitare il personaggio di Amleto in chiave Freudiana, accentuando i rapporti con Ofelia e la madre Gertrude.

Inoltre, a generare ed in seguito ad affilare i suoi propositi di vendetta, un fantasma rivelatore (lo spirito di suo padre) appare davanti a lui in due occasioni: lo metterà a conoscenza del suo omicidio da parte del fratello Claudio, incitandolo alla vendetta, e ritornerà in seguito per evitare che i suoi propositi si possano attenuare.

Amleto scopre così di vivere in un mondo di apparenze. Il nuovo re Claudio, usurpando il trono con metodologia e propositi vili, non potrà mai rappresentare l'autorità e la legge come fece in passato il re Amleto. Rappresenta per Amleto, di fatto, "un assassino, un vigliacco, un cialtrone che non vale la ventesima parte d'un millesimo del vostro re di prima; una parodia di re, un tagliaborse del potere e del regno che da un cassetto scassinato ha tratto di furto il ricco diadema della legalità, e se l'è cacciato in tasca".

 

Un altro elemento degno di nota è "La trappola per topi". Questa rappresentazione teatrale dentro la rappresentazione teatrale, e soprattutto la scena in cui il re interrompe bruscamente la recita, sembrano eliminare la sensazione di essere solo presenti ad un’opera. Questo effetto è dato dall’impressione che effettivamente l’unica opera a cui si stia assistendo sia "L’Omicidio di Gonzago", e che l’interruzione di quest’ultima sia un fatto reale. Inoltre non bisogna dimenticare che è la storia di Priamo e Gonzago a convincere realmente Amleto del crimine di Claudio, ravvivando il suo desiderio di vendetta, ed a spegnere la seppur vana ipotesi di aver parlato con uno spirito diabolico.

Ma è solo durante il viaggio in Inghilterra, venendo a conoscenza del tradimento di Rosencrantz e Guildenstern, che Amleto decide di dare il colpo decisivo alla Danimarca, permettendogli di superare ogni scrupolo da cui era stato trattenuto in precedenza.

E' interessante inoltre analizzare i due contrastanti punti di vista di Amleto e Claudio: dove il fantasma del vecchio Amleto rappresentava coraggio, onestà ed onore, Claudio rappresenta viltà, disonestà e vizio. Laddove il giovane Amleto è filosofo e poeta, Claudio è politicante e retorico.

Oppone all'immaginazione filosofica di Amleto un atteggiamento orientato alla praticità ed al materialismo. Ed è proprio questa dualità dell'attuale re, simbolo di autorità del paese e, al contempo, individuo dedito alla menzogna ed alla volgarità, a portare Amleto a scontrarsi con la falsa autorità che Claudio rappresenta. Questo elemento, anch'esso basilare all'interno dell'opera, raggiunge il suo apice nella scena finale, quando Amleto (ferito a morte) trafigge il re, avvelenandolo.

L’unico personaggio che sembra mantenere la propria lucidità senza subire rilevanti sconvolgimenti psicologici, forse a causa della propria saggezza (spesso dimostrata nei dialoghi con Amleto, di cui di fatto è il suo unico confidente), è Orazio. Acquisterà un'importanza sempre più rilevante all'interno dell'opera, divenendo infine l’unico perno fisso nel tragico scenario di morte della scena finale, in cui rappresenta il tramite per trasmettere l’accaduto ai posteri; probabilmente Orazio si può considerare anche il solo uomo veramente degno di rispetto all'interno della corte di Elsinor.

Per concludere, quest’opera non offre verità etiche o morali, ma mostra la vita da una prospettiva molto più ampia di quanto sia mai stato fatto in precedenza; una prospettiva in cui l’uomo si interroga, analizza se stesso, ragiona e soffre sotto una continua pressione emotiva. Un uomo che si interroga, prima ancora che sugli avvenimenti correnti, sui misteri della sua stessa natura. Una simile visione della vita si allontana dal semplice concetto di tragedia, diventando prima ancora di un opera d’arte, uno schema sulla condizione dell’uomo.

 

 

 

NOTA: Le citazioni sono tratte dalla traduzione di Cesare Vico Lodovici, edizione Einaudi


riassunto

personaggi
Claudio  re di Danimarca e zio di Amleto
Gertrude  sua regina e madre di Amleto
Amleto  figlio del re defunto e nipote di Claudio
Orazio  amico e consigliere di Amleto
Fortebraccio  principe ereditario di Norvegia
Polonio  ciambellano del regno di Danimarca
Laerte  figlio di Polonio
Ofelia  figlia di Polonio
Rinaldo  servitore di Polonio
Voltimando  servitore di Polonio 
Cornelio servitore di Polonio 
Rosencrantz  cortigiano
Guildenstern  cortigiano 
Osrico cortigiano 
Un sacerdote
Marcello  ufficiale dell'esercito danese 
Bernardo  ufficiale dell'esercito danese
Francesco  soldato danese
Un capitano dell'esercito norvegese
Ambasciatori d'Inghilterra
Attori d'una compagnia girovaga
Un buffone
Due becchini
Lo spettro del padre di Amleto
 Dame, gentiluomini, ufficiali, soldati, marinai, messaggeri, persone di servizio




meno di due mesi dopo l'improvvisa morte del re amleto,gertrude,regina di danimarca,sposa suo fratello claudio.questo era giudicato ,all'epoca in cui si svolsero i fatti,una avvenimento strano ,o anche peggio.claudio non era all'altezza del su primo marito ,non aveva ne le capacità ne le qualità morali per guidare la danimarca,e molti sospettavano che fu proprio lui ad uccidere suo fratello,per sposare la regina e diventare lui stesso re di danimarca.
il comportamento della regina ebbe un grande effetto su amleto,il principe ,che amava ed onorava il suo primo ,e biasimava il comportamento della madre ,per essersi sposata con l'indegno fratello,e dopo così poco tempo.per questo fu vittima di una grande tristezza,che anche dopo mesi non riusciva a consolare.non trovava più piacere nei suoi libri o nello sport,era stanco di vivere ,il mondo gli sembrava un giardino non curato,nel quale i fiori migliori erano morti .
sebbene la perdita della corona era un boccone amaro per il principe,non era per quello che il principe aveva perso il suo buon umore,bensì il fatto che sua madre troppo presto aveva finito di onorare la memoria del padre,che sembrava amare di un amore infinito e non potesse vivere senza di lui;invece,in meno di due mesi aveva sposato il fratello,lo zio del giovane amleto.già di per se questo era un fatto disdicevole,visto il grado di parentela,ma la velocità con cui questo avvenne ,oltre che il carattere non regale dell'uomo,resero questa vicenda disdicevole agli occhi del principe,e lo intristirono più che se avesse perso dieci regni.
tutto quello che sua madre gertrude ed il re provavano a fare per tirarlo su di morale,si mostrava completamente inutile.ancora si preventava a corte in abiti scuri,in memoria di suo padre,e neanche aveva partecipato alle celebrazioni del matrimonio di sua madre e claudio.inoltre c'èra un qualcosa che non lo convinceva anche sulle modalità della morte del padre: claudio aveva detto che suo fratello era stato morto da un serpente,ma il giovane amleto aveva il sospetto che lo stesso claudio era il serpente che lo ha morso.quanto giusto era questo sospetto?cosa avrebbe dovuto pensare di sua madre?sapeva di era anche lei coinvolta nella uccisione del marito? tutti questi dubbi lo stavano tormentando,e conducendo alla follia. un giorno arrivo alle orecchie di amleto una storia,secondo la quale il padre di amleto era apparso sotto le sembianze di un fantasma,ad alcuni soldati che erano sul turno di guardia,a mezzanotte.la sagoma era vestita come un soldato .coloro che lo videro ,tra cui orazio ,il migliore amico di amleto ,erano concordi di aver riconosciuto la stessa sagoma alla stessa ora,mezzanotte. sembrava pallido ,con una faccia più proccupata che arrabbiata.quando qualcuno provò a parlargli non rispose.una volta sembrava che stesse per parlare,ma all'arrivo dei primi ragi di luce del mattino se ne andò,e scomparì velocemente.esterreffatto nell'udire questa storia,il principe amleto credette al racconto ,e sopratutto credette che si trattava dello spirito di suo padre.decisi così di unirsi ai soldati,per avere la possibilità di incontrare lo spirito del padre.tra se e se pensava che i fantasmi non appaiono senza una forte ragione,e che necessariamente doveva avere qualcosa da dire.sebbene fino a quel momento era stato silente,avrebbe senz'altro parlato a suo figlio.non rimase che aspettare ansiosamente l'arrivo della notte.
quando la notte venne,amleto,orazio e marcello (una dlele guardie) andarono di fronte al palazzo dove lo spirito era stato visto camminare.mentre parlavano tra loro,orazio gli interruppe bruscamente: il fantasma stava camminando.alla vista dello spirito di suo padre,amleto fu spaventato ,e pregava il cielo affinchè lo proteggesse,dal momento che non sapeva se lo spirito fosse buono o cattivo.avrebbe potuto trattarsi di uno spirito cattivo che aveva assunto le sembianze di suo padre,cercando di indurlo in dannazione aprofittando del suo periodo di debolezza. amleto comunque prese coraggio : lo spirito era talmente simile a su opadre che non poteva trattenersi dal parlargli.lo chiamò con nome di amletomre ,padre,pregandolo di spiegarli per quale ragione lasciava la tomba nel quale era sepolto ,per tornare a vedere di nuovo la luce della luna.potva fare qualcosa per dare pace al suo spirito?il fantasma fece cenno ad amleto di seguirlo in un luogo in cui avrebbero potuto parlare da soli.orazio e marcello cercarono di fermarlo ,temendo per la sorte del giovane principe amleto, ma anulla valsero i tentativi ,giacchè gli importava troppo poco della sua vita,per avere paura di perderla. una volta soli,lo spirito ruppe il silenzio e disse che era il fantasma di amleto ,suo padre,e che era stato crudelmente assassinato da suo fratello claudio,proprio come il giovane amleto sospettava,e privato insieme della vita,della moglie e della corona.mentre stava dormendo nel giardino,come era sempre sua abitudine fare durante il pomeriggio,suo fratello claudio si avvicinò,e verso nelle sue orecchie un liquido velenoso che in pochi secondi lo ha ucciso .dopo aver raccontato in dettaglio la storia della sua morte ,il defunto re chiede a suo figlio,se mai lo abbia mai amato,di vendicare la sua morte,ed insieme riportare una persona degna sul trono di danimarca,avendo cura di non provocare alcun male nei confronti di sua madre,lasciando il giudizio su di lei al cielo .amleto promise di obbedire al fantasma in tutte le cose che aveva sentito,dopodichè sparì. quando amleto fu di nuovo solo ,promise a se stesse che avrebbe dimenticato tutto quello che aveva imparato nella sua vita,e continuato a vivere esclusivamente per ricordare ciò che suo padre gli aveva appena detto e fare ciò che gli aveva ordinato.non disse i dettagli della conversazione con lo spirito a nessuno,tranne che al su oamico orazio,ed ordinò a marcello ed al soldato di mantenere il segreto su quello che avevano visto poco prima. il terrore che amleto aveva provato alla vista del fantasma e le rivelazioni che aveva sentito,lo avevano quasi condotto alla follia,e condizionavano il suo modo di essere e di agire,col rischio che il re poteva insospettirsi e di conseguenza uccidere anche lui.per giustificare alla vista degli altri il suo comportamento ,amleto decise di comportarsi come se davvero fosse pazzo ,e fu talmente bravo nel suo simulare che il re e la regina credettero che la sua follia era dovuta all' amore (ostacolato dal padre e dal fratello) per ofelia.prima di cadere in questo stato ,infatti,amleto aveva amato una bella ragazza di nome ofelia,che a sua volta lo amava.ofelia era la figlia di polonio,un alto funzionario della corte del re.polonio,avendo saputo che sua figlia ed il principe erano innamorati,fingeva di essere contrario al fidanzamento,al fine di rendere più difficile la conquista di amleto ,aumentandone così il valore.per questo adesso polonio,il re e la regina pensavano che amleto fosse diventato folle.amleto aveva amato sinceramente ofelia,ma ora ormai nella sua mente non vi era spazio che per la vendetta da attuare nei confronti dello zio,inoltre il tradimento della madre era visto da amleto come tradimento di tutto il genere femminile.in alcuni momenti,tuttavia,amleto sentiva nostalgia di ofelia e realizzava di essersi .comportato ingiustamente nei suoi confronti,ed in uno di questo momenti le scrisse una lettera,che conteneva elementi della sua vera follia,di quella simulata ma anche tracce del vecchio amore nei confronti di ofelia.questa lettera conteneva i famosissimi versi a lei dedicati
Dubita pure che le stelle siano fuoco,dubita che il sole si muova,
che la verità sia menzogna, ma non dubitare mai del mio Amore

ofelia mostrò questa lettera al padre,che a sua volta si sentiva in dovere di mostrarla al re e alla regina.nel leggerla tutti erano sicuri di aver scoperto la causa dello strano comportamento del principe,e di conseguenza sarebbe stato facile riportarè tutto alla normalità,considerando il fatto che tutti avevono interesse che amleto e ofelia si sposassero.ma la malattia di amleto diventava invece sempre più intensa,tanto da non poter essere curata neanche conl'amore. il fantasma di suo padre riempiva ancora la sua immaginazione,e l'ordine della vendetta doveva essere attuato,e la sua attuazione non dava alcun riposo alla mente di amleto.ogni ora di ritardo sembrava sbagliata.ma non era facile causare la morte del re,poichè era sempre circondato dalle sue guardie.o se esse non erano con lui ,era con lui sua moglie.inoltre l'atto di commettere omicidio era odioso e terribile,e fonte perpetua di dubbi ,per un'anima gentile come quella di amleto.rimanevano inoltre i dubbi sulla esatta identita dello spirito,che poteva essere di suo padre come poteva essere quello di un demone che ne aveva assunto le sembianze per poter dannare amleto.questo lo indusse ad escogitare uno stratagemma per poter provare la colpevolezza del re.
un giorno vennero al castello alcuni attori,che in precedenza avevano dato ad amleto grande piacere.grande soddisfazione aveva avuto nel sentire i versi che descrivevano la morte di priamo,re di troia,ed il dolore di ecuba,sua regina.amleto diede il benvenuto agli attori,e chiese aloro di ripetere il discorso per lui,e questi lo fecero ,con una tale bravura che la scena appariva reale.descrisse il crudele omicidio del debole e vecchio re,con la distruzione della sua gente e della città in fiamme.descrissero il lacerante dolore della regina,correndo su e giù lungo il palazzo,con un semplice vesti sopra la testa dove prima si posava la sua corona,ed un'altro per coprire il suo corpo .il discorso della regina strappo lacrime dal viso dicoloro che assistevano alla scena,e gli stessi attori recitavano con la voce rotta,e vere lacrime sui loro occhi.questo fece realizzare ad amleto che gli attori erano profondamente scossi per un fatto immaginario,solo rappresentato avvenuto millenni prima ,mentre lui temporeggiava di fronte all'assassinio di suo padre appena avvenuto,e pieno di dubbi non riusciva a trovare il furore per agire contro re claudio.
mentre pensava riguardo gli attori e la recitazione,e meditava sul potere che la recitazione di una buona opera teatrale ha su coloro che lo vedono,ricordò il caso di un assassino che vedendo rappresentato sulla scena un crimine, molto simile a quello che lui stesso aveva commesso, ne fu talmente scosso da confessare il suo stesso delitto.amleto decise che gli attori avrebbero messo in scena l'omicidio del padre,esattamente come lo spettro lo aveva descritto,di fronte al re e alal regina,ed amleto avrebbe osservato attentamente la reazione di suo zio.con questo espediente avrebbe messo in trappola la coscienza del re ,ed avuto la prova di cui aveva bisogno per agire.ordinò quindi di preparare la rappresentazione ,alla quale invitò il re e la regina.amleto chiama questa recita ' trappola per topi '.la storia della trappola per topi era quella del duca di vienna,assassinato in circostanze simili a quelle di re amleto,e di sua moglie baptista.la recita mostrava un certo lucianus avvelenare il duca nel suo giardino,e quindi vincere l'amore della moglie del defunto.nel vedere questa recita il re,non sapendo che era una trappola preparata appositamente per lui,era presente conla sua regina e l'intera corte.amleto sedeva molto vicino a loro,per poterne meglio cogliere lereazioni.il play inizò con una conversazione tra gonzago e sua moglie,nella quale lamoglie prometteva e dichiarava amore sconfinato ed eterno,e chemai avrebbesposato un secondo marito se fosse sopravissuta a gonzago,e chiedeva a dio di punirla se mai avesse presoun secondo marito,aggiungendo che solo le donne che uccidono il primo marito ne prendono un secondo.amleto vide il re cambiare colore a queste parole,che erano odiose a lui ed alal regina.ma quando luciano ,secondo come disposto da amleto,dava vita alla scena dell'assassinio del re che dormiva nel suo giardino,claudio era così nervosdo da perdere il contegno e rimanere seduto a guardare il resto del dramma.urlò di accendere le luci e di interrompere la rappresentazione,simulando un improvviso malessere.adesso amleto aveva la prova della colpevolezza di claudio ,e giurò ad orazio di credere a tutto ciò che lo spirito aveva detto.
claudio decide di far chiamare amleto da sua madre,e di informarlo quanto ritenevano disdicevole il suo comportamento negli ultimi tempi.pensando che la madre fosse divisa tra l'amore filiale e il suo re,claudio decise di far nascondere polonio dietro una tenda,in modo da riferire l'esatto svolgersi della conversazione tra madre e figlio.non appena amleto arrivò,sua madre inizio ad esprimere il suo disappunto sul cattivo comportamento del figlio.disse che aveva offeso suo padre,poichè adesso che era sposato a lei era per amleto un padre.amleto fu offeso dal sentire chiamare padre l'assassino del suo vero padre ,e replicò
madre,tu hai molto offeso mio padre

la regina gli chiese se aveva dimenticato con chi stava parlando.
oh!magari potessi dimenticare  . tu sei la regina.la moglie del fratello di tuo marito;
e tu sei mia madre.magari  tu non fossi quello che sei.
amleto continuò,e cerco di dimostrare a sua madre l'errore che stava commettendo.era spaventata .la regina era spaventata dalla foga di come suo figlio parlava,che polonio si temette che la regina fosse in pericolo,e da dietro le tende grido 'aiutate,aiutate la regina'.quando amleto udì queste parole,penso che dietro la tenda si nascondeva il re,e trafisse polonio.
oh!!gridò la regina,che atto sciocco e sanguinario!

un atto sanguinario ,madre,ma non quanto il tuo,
che uccidesti il re e ne sposasti il freatello.

amleto continuò a dire a sua madre tutto ciò che pensava,tutto ciò che sapeva,mostrando anche le foto del vecchio e del nuovo re e mettendone in rilievo le qualità di uno e i vizi dell'altro.la regina vide così le sue colpe,e vide che la sua anima era nera,e ne fu stravolta.amleto chiese come poteva vivere con l'uomo che aveva ucciso il su oprimo marito e rubato la corona a suo fratello.....mentre parlava il fantasma di amleto entrò nella stanza.impaurito ,amleto chiese cosa voleva.il fantasma disse che era venuto a ricordare la vendetta che aveva avuto promessa,ma che sembrava essere stata dimenticata.il fantasma apparve solo ad amleto,e la madre interpreto il dialogo tra amleto e lo spirito come la prova evidente della pazzia di suo figlio.amleto pregava sua madre dipensare che non era la pazzia ad aver portato lo spirito sulla terra,ma l'offesa da lui subita,e la supplicava di tornare sui suoi passi,e non vedere più il re claudio.lamoglie del re promise di accontentare suo figlio. solo adesso amleto abbe modo di realizzare che aveva ucciso un uomo,e quando vide non era il re ,ma polonio,pianse amaramente per avere ucciso il padre di ofelia .
la morte di polonio diede una scusa al re per mandare amleto fuori dlla corte.lo avrebbe volentieri condannato a morte,ma avrebbe spaventato la gente,che peraltro lo amava,ed anche la regina,che nonostanta tutto amava il suo unico figlio.fingendo di provvedere alla sicurezza di amleto,così che non potesse essere punito per la morte di polonio,claudio mise amleto su una nave per l'inghilterra,affidato a due uomini della sua corte.ai due uomini affidò due lettere destinate al re inglese,(che in quei tempi era sottoposto ai poteri del re di danimarca),ordinando che amleto fosse ucciso non appena avesse toccato il suolo inglese.
amleto sospettava della disonestà del re e di quella degli uomini della sua scorta,e durante la notte trovò le lettere ,sostituendo nelle lettere il suo nome con quello dei due che lo stavano scortando,quindi richiuse le lettere e le ripose dove stavano.poco dopo la nave fu attaccata e partì un combattimento.durante il combattimento amleto diede prova del suo coraggio (oltre che di quanto poco tenesse alla sua stessa vita),saltando conla spada sguainata nella nave nemica,mentre la sua nave si dava alla fuga lasciandolo al suo destino.il destino però volle che i due che scortavano amleto arrivarono dal re a consegnare le lettere contenenti la loro condanna a morte,ed amleto,riconosciuto dall'equipaggio della nave che aveva attaccato,fu da essi risparmiato con la speranza che il principe gli avesse premiati per questo una vlta arrivato alal corte,e lo accompagnarono al porto più vicino,in danimarca.quì amleto scrisse al re,narrando gli avvenimenti appena successi ed annunciando il suo ritorno a corte per il giorno successivo.quando arrivò a casa,la prima cosa che vide fu una scena che gli spezzo il cuore:il funerale di ofelia.dopo la morte del padre,infatti,la giovane donna aveva iniziato a perdere il senno.il dolore per essere stata prima amata,poi ripudiata dal principe,che aveva ucciso suo padre,era così forte che ofelia aveva perso il senno,e da allora tutti i giorni si recava in un albero su un fiume,e vi si arrampicava,ed un giorno nell'arrampicarsi un ramo si ruppe.i suoi vestiti la tennero in vita,galleggiando,per breve tempo,ma non appena furono intrisi di acqua,scesero verso il fondo del fiume,trascinando al povera ofelia.amleto ,quindi,si trovò al suo arrivo la scena di un funerale ,a cui partecipavano la regina,il re,laerte (il fratello di ofelia) ,e l'intera corte,ma ancora non sapeva cosa era accaduto.fu nel momento in cui la rgina gettò dei fiori nella tomba e disse :
avrei dovuto spargere questi fiori nel tuo letto nuziale,
dolce fanciulla,non nellatua tomba.
saresti dovuta essere la moglie del mio amleto. 

vide laerte saltare dentro la tomba,impazzito dal dolore,dicendo ai becchini di seppellirlo insieme alla sorella.in quel momento amleto fu circondato dall'amore che provava per ofelia,non potendo sopportare che un fratello provasse un tale dolore,quando lui amava ofelia più di mille fratelli.anche amleto si gettò nella tomba,disperato e lacerato dal dolore.laerte,a contatto con l'uccisore di suo padre ,nonchè colui che aveva condotto sua sorella alla morte,afferrò amleto alla gola,finchè i due venenro separate.dopo il funerale amleto pregò perdono per essersi gettato nella tomba,spiegando che nessuno poteva provare più dolore di lui per la morte di ofelia.questo fece riappacificare amleto e laerte.
il diabolico claudio intanto complotava per uccidere amleto,convogliando il dolore di laerte e trasformandolo in vendetta,dato che faceva credere a laerte che amleto aveva deliberatamente ucciso suo padre ed indotto alla morte sua sorella.a tal fine convinse laerte a sfidare amichevolmente amleto con la spada,solo per vedere chi dei due fosse più bravo.l'intera corte era presente alla sfida,e laerte ,per ordine del re ,mise del veleno sulla punta della spada.all'inizio amleto sfido lealmente amleto,permettendoli di guadagnare qualche vantaggio.il re fingeva di essere contento della prova di amleto,tifando per lui apertamente.ma presto laerte si arraabbiò,tagliando amleto con la sua lama avvelenata,ed infliggendoli una ferita mortale.amleto nonmorì subito,e nella foga del combattimento scambio la sua spada con quella di laerte,ed a sua volta gli inflisse una ferita mortale.ma il piano prevedeva che,nel caso amleto nonfosse stato ferito a morte,avrebbe bevuto da un calice avvelenato ,che però per errore venne bevuto dalla regina,che accortasi di aver bevuto del veleno,urlò di essere stata avvelenata.
la regina morì immediatamente.laerte,che sapeva di essere in punto di morte,svelò ad amleto che il re era la causa di tutto ciò che tava succedendo,e che amleto aveva ancora meno di un'ora di vit,poichè nessun medico poteva aiutarlo .quindi prego amleto di perdonarlo,e morì.amleto subito uccise suo zio con la spada avvelenata,quindi si rovolse ad orazio,suo unico amico fidato,che stava assistendo a questi tristi eventi.orazio voleva morire dal dispiacere,ma amleto lo pregò di vivere,per poter raccontare al mondo la sua storia.orazio promise di farlo,essendo l'unico che conosceva conesattezza tutti gli avvenimenti che avevano animato questa storia.soddisfatto,il nobile cuore di amleto,cessò di battere,ed orazio,con molte lacrime,pregò per lo spirito di questo dolce principe.amleto era un principe gentile ed amabile,e se avesse vissuto sarebbe stato ,senza alcun dubbio,il più reale ed eccellenteredi danimarca.



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