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"non esiste mondo fuor dalle mura di verona" tour fotografico nel cuore di verona
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Fu costruito nel I° sec a.C. come fondale scenografico della città romana,il teatro romano di verona è uno dei meglio conservati in italia.
(precedente all'Arena), ricavato scavando
la cavea ai piedi del colle San Pietro,fu costruito sfruttando la pendenza naturale del colle,allo stesso modi in cui
erano costruiti i teatri greci;solo alle due estremità è sostenuta da muri radiali che individuano ambienti coperti
con volte a botte,ancora visibili in buona parte.alla sommità della cavea,divisa in due settori orizzontali,era una galleria ,
coronata a sua volta da una serie di archetti :ciò che resta della loggia è frutto di una ricostruzione del 1912,
a una altezza un pò diversa da quella originale.dell'edificio scenico ,che in origine chiudeva la cavea verso l'adige,
raggiungendo una altezza di circa trenta metri,restando muri portanti in pietra di tufo locale;verso il palcoscenico si
aprivano tre porte per l'uscita degli attorimentre,nella fossa sotto il palco ,sono visibile elementi in pietra ,
un tempo funzionali ai movimenti del sipario.
tra la scena e la cavea si estende lo spazio semicircolare dell'orchestra che era riservato ai seggi dei personaggi
più importanti della città.a est dell'edificio principale,dedicato a rappresentazioni di vario tipo,vi era una
struttura simile,di minori dimensioni,per le audizioni musicali,detta odeon.
Riscoperto nell'Ottocento sotto costruzioni
religiose ed abitazioni private, fu dissepolto
e restaurato a più riprese. Attualmente è utilizzato
per rappresentazioni teatrali di alto livello.
a differenza dell'arena,edificio tipicamente romano,l'anfiteatro e'
ereditato dalla cultura greca
il teatro , nonostante un'infelice restauro
teso a soddisfare esigenze di ripristino
funzionale piuttosto che quelle di vero
recupero della struttura originale,
rimane uno dei più grandiosi complessi
romani dell'Italia settentrionale; |
| dalla sua posizione frontale all'ansa dell'Adige si può cogliere la città in tutta la sua estensione. Per costruirlo fu necessario adattare l'intero fronte del colle e anche a Verona, seguendo i modelli greci, le gradinate per il pubblico furono ricavate scavando un semicerchio a cono capovolto nella collina. Durante gli anni bui del medioevo le rappresentazioni teatrali vennero trasferite nei castelli e sui sagrati delle chiese; scomparve il concetto di teatro inteso come luogo in cui ospitare le rappresentazioni e questo imponente edificio costruito "dalle genti senza dio" fu sepolto sotto case e conventi costruiti riciclandone fondamenta e antiche mura. Con il ritrovato amore per le costruzioni di epoctrovato amore per le costruzioni di epoca romana e la passione per l'arte tipica del Rinascimento vennero fatti i primi studi e le prime ricostruzioni grafiche di come doveva essere il theatrum veronense, ma è solo durante la prima metà dell'ottocento che per la zona inizia l'opera di recupero dall'incredibile stato di abbandono in essa era decaduta. Artefice di tale lungimirante iniziativa fu Andrea Monga, un ricco commerciante che acquisto l'intera area del teatro e, fatte demolire molte case che vi erano state edificate sopra , iniziò gli scavi riportando alla luce le terrazze, l'intercapedine, i resti dell'ambulacro, i due scaloni laterali e parte della cavea. |
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Un notevole avanzamento nell'opera di
risistemazione del monumentale teatro si
ebbe all'inizio del nostro secolo, quando la
zona divenne proprietà comunale e furono eseguiti
i lavori per ricostruire le arcate della loggetta,
recuperare l'intera platea e la prima gradinata,
e negli anni immediatamente precedenti lo scoppio
della seconda guerra mondiale, quando vennero demolite
le ultime case ancora esistenti verso piazzetta
Botte e fu scavata la fossa scenica per gli spettacoli. nella immagine a lato gli scavi romani adiacenti il teatro romano almeno dal decimo secolo sui suoi resti vennero costruite case e chiese,che col tempo coprirono completamente la cavea e l'edificio scenico.lo scopritore del teatro fu andrea monga (1795-1861),ricco commerciante ,che,dopo aver acquistato l'intera area,condusse estesi interventi di demolizione e scavi.nel 1904 tutta la zona fu acquistata dal comune di verona che proseguì i lavori. il complesso si estendeva con terrazzamenti successivi dalla riva del fiume alla cima del colle (circa 150 metri di larghezza per 107 metri di profondità,con un salto di quota di circa 60 metri).fu realizzato verso la fine del primo secolo dopo cristo,era coronato sulla sommità del colle d,da un tempio,i cui resti sono stati rinvenuti nel 1851 durante lo scavo per le fondamenta di castel san pietro. dall'edificio scenico restano muri portanti in blocchi di tufo;verso il palcoscenico si aprivano tre porte,per l'uscita degli attori;sotto il palco nella fossa scenica sono gli apprestamenti per alzare e abbassare il sipario.davanti al palcoscenico si estende il piano semicircolare dell'orchestra,con resti del pavimento in marmi colorati di età tardoantica.le gradinate della cavea ,appoggiata al centro sul declivio del colle e ai lati su strutture radiali di sostegno,sono in gran parte state ricollocate o ricostruite agli inizi del novecento.al di sopra della cavea era una galleria,con un aserie di piccoli archi ora in parte ricostruiti su una terrazza (loggia ad archetti). la chiesa dei SS. sirio e liberasecondo una leggenda,la prima santa messa a verona sarebbe stata celebrata da s. siro nel teatro romano;in quell'occasione molti pagani si sarebbero convertiti e sul luogo sarebbe stata costruita una chiesa.in realtà la prima chiesa dedicata a san siro è del decimo secolo,quindi di molto successiva di questo ipotetico episodio.nel quattordicesimo secolo la chiesa, dedicata anche a santa libera,venne ricostruita con un portale affrescato.più tardi fu aggiunta la scenografica scalinata di accesso .sul lato est della chiesa estendono terrazze sulle quali sono distribuiti capitelli,iscrizioni,monumenti funerari romani.il convento di gesuati di san gerolamodopo la salita delle gradinate si accede al convento museo archeologico,con l'ascensore o con la scalinata occidentale,che conduce alla loggia ad archetti e alla sala del museo dove dove sono esposte le iscrizione sacre romane.i gesuati,detti così per le frequenti invocazioni a gesù,erano dediti alla cura degli infermi mediante la produzione e la distribuzione gratuita di medicinali;poichè producevano anche profumi e liquori,furono definiti padri dell'acquavite.intonto al 1430si installano sul colle san pietro,ricco di acqua di fonte,necessaria alla loro attività.il convento,eretto a picco sopra il teatro romano,risale alla fine del quindicesimo secolo;disposto su più piani,allarga su un'ampia terrazza.il museo archeologico(nel convento di san gerolamo)nel 1923 il comune di verona collocò nel convento il museo archeologico,per raccogliere ed esporre i reperti di verona e dal territorio,a differenza del museo maffeiano,che che pur conservando molti monumenti veronesi di età romana,è dedicato ad una collezione (del marchese scipione maffei).nella prima sala presso l'ascensore sono esposti alla parete due pannelli del pavimentoa mosaico della villa romana di negrar,databili al terzo secolo dopo cristo,con una scena mitologica e un carro guidato da un putto.fra le sculture è un ritratto di un membro della famiglia giulio-claudia/forse augusto giovane) rinvenuto a verona.nelle cenlle sono esposti bronzetti etrusco romani,una testa femminile bifronte (arredo di una lussuosa casa romana di verona),vetri e ceramiche romane dal territorio ritratto in bronzodi un illustre veronese di età augustea. nel refettorio ,fra le molte sculture,è una figura femminile seduta di notevole qualità di età romana di una afrodite elaboratadal grande scultore greco fidia.le pareti della sala erano un tempo tutte affrescate (tracce dell'ultima cena sulla parete di fondo,figura di monaco su un lato). nel chiostro sono iscrizioni,soprattutto funerarie,da verona.la cappella di gerolamo,affrescata da caroto nel 1508,ha un bel soffitto piano alla gesuata,pannelli di legno dipinti con rami frondosi o con scudi intorno ad un rosone.nella sala inferiore sono poste numerose iscrizione alle divinità romane.si vede inoltre l'intercapedine ,profonda diciotto metri,con la quale i romani separarono la collina dalla cava del teatro,per impedire le infiltrazioni d'acqua. |