Immagini , storia ed informazioni turistiche di Calasetta nell'isola di Sant'Antioco in Sardegna : le spiagge , la storia e la cucina tabarchina





Calasetta, cittadina che si trova nell'isola di Sant'Antioco , conta meno di 3000 abitanti, cifra che cresce notevolmente nei mesi estivi ,essendo Calasetta una appetibilissima meta turistica balneare e gastronomica. Grazie al porto si puo' raggiungere l'isola di San Pietro , in cui si trova la notissima cittadina di Carloforte. Un classico per ogni turista e' il giro dell'isola in macchina. Infatti l'isola di Sant'Antioco e' costeggiata da una strada che percorre tutte le spiaggie , scogliere e i siti della ridente isola sulcitana , e permette quindi in poche ore di ammirare decine di paesaggi e scattare foto ricordo.

Caratteristica peculiare dell'isola di San Pietro e di Calasetta , e' la lingua parlata dai loro abitanti, che non e'il sardo ma una variante di ligure. Infatti , cosi' come gli abitanti della vicina isola di San Pietro ,anche gli abitanti di Calasetta sono detti tabarkini , in quanto nel 1500 una colonia genovese si era insediata in una isola tunisina , detta Tabarca , per praticare la pesca e il commercio dei coralli. Una volta divenuta meno reddittizia tale pesca ,la colonia lascio l'isola , ed ottenne il permesso dal re di insediarsi in Sardegna , dove tuttora ha mantenuto i legami con la sua cultura e le sue tradizioni .

calasetta :
 la spiaggia sotto torre




Nell'isola di Sant'Antioco ci sono due centri abitati. Il piu' popoloso e' quello di Sant'Antioco , quindi quello di Calasetta. Calasetta, a differenza di Sant'Antioco, ha preservato le caratteristiche delle sue origini genovesi. La storia di Calasetta inizia nel 1769 nell'isola di Tabarka (un'isola nelle vicinanze di Tunisi) , dove una colonia di genovesi , della zona di pegli , chiede al re Carlo Emanuele di poter trasferirsi nell'isola sarda di Sant'Antioco , meta ambita per via della vicinanza con l'atra isola popolata da tabarkini : l'isola di Carloforte. I genovesi ,fino ad allora, si erano insediati nella piccola isola di Tabarka per lavorare come pescatori di coralli ,e li continuarono a parlare il loro dialetto genovese per circa due secoli . In seguito ,spinti dal decadimento economico e culturale del luogo, e forse dalla scarsita' di corallo ,decisero di spostarsi. Il re non ebbe nessuna difficolta' a permetterlo ,poiche' era in atto un ripopolamento dell'isola di Sardegna , ancora molto poco popolata. In quel periodo arrivarono in Sardegna molti abitanti . Nell'isola di Sant'Antioco ,oltre ai tabarchini , arrivarono anche abitanti dalla Sicilia e dal Piemonte. I nuovi abitanti dell'isola dovettero imparare ad adattarsi ad una terra che non offriva coralli in quantita' tali da poter sostenere una economia , ma ben presto scoprirono che le coste tra Calasetta e Carloforte offrirono un tesoro : il tonno .

Calasetta e' costruita su una collina che si estende fino al porto ,conferendo al paese una conformazione molto graziosa . Gli abitanti di Calasetta anche ai giorni nostri continuano a parlare il particolare dialetto genovese , conservando anche la loro lingua oltre che le tradizioni e i le ricette tipiche ,che cotituiscono un particolare fusione tra piatti provenienti dall'Africa dalla Sardegna e dalla Liguria. Le principali strade del paese partono dalla collina fino al porto in maniera rettilinea, e sono incrociate da con altre strade che le attraversano ,formando un reticolato ortogonale.

 foto di una tipica via di calasetta

Sant'antioco e' un'isola che si trova nella Sardegna sud-occidentale , collegata alla terra ferma tramite un ponte e' una strada lunga tre chilometri. Il mare dell'isola e' incredibilmente bello ,ed offre paesaggi unici . Il suolo dell'isola e' ricoperto di macchia mediterranea composta da mirto ,rosmarino ed altre piante officinali . La maggior parte del suo territorio si conserva intatto da millenni . L'isola di Sant'Antioco ,con i suoi centonove chilometri quadrati e' la quarta isola d'italia dopo Sardegna , Sicilia ed Isola d'Elba. I mari che lambiscono le coste dell'isola sono anche essi in gran parte incontaminati. Subito dopo il centro abitato troviamo la spiaggia di Portixeddu . Proseguendo per la strada si arriva al piccolo centro abituato di Maladroxia , che prende il nome dalla adiacente spiaggia , molto comoda per i servizi e il collegamento al paese , oltre che ad essere ben riparata in caso di vento forte. Dopo Maladroxia troviamo la bellissima spiaggia di Coaquaddus , con la sua vista e acqua cristallina. Subito dopo si arriva a Turri, che prende il nome dalla vicina torre ,quindi si arriva a Capo Sperone , una localita' conosciuta per il colore blu cobalto delle sue acque , tappa obbligata per foto con lo sfondo del mare. Percorrendo l'isola verso nord si incontrano vedute panoramiche di rara bellezza , si attraversano Portu Sciusciau e la Grotta delle Sirene , si lambisce la spiaggetta di Cala Sapone , circondata dalle rocce , fino ad arrivare alla spiaggia piu' bella dell'isola : Cala Lunga , una spiaggietta incastonata in un fiordo , che racchiude una piscina naturale lunga un centinaio di metri e profonda circa due metri . Anche Calasetta ha le sue bellissime spiaggie : Sottotorre e' la spiaggia cittadina ,quindi Spiaggia Grande, nella immagine sotto, e la Spiaggia delle Saline.

calasetta foto di spiaggia grande



La cucina di Calasetta e' giunta ai giorni nostri , tramandata di generazione in generazione inalterata nel tempo e, soprattutto presso le famiglie che abitano l'isola, si puo' gustare nelle sue ricette tramandate nei secoli. Talvolta anche nei ristoranti e' possibile trovare dei piatti tipici cucinati come 'una volta' . Il piatto piu' conosciuto e' sicuramente il cascà , un piatto simile al cuscus magrebino e che si prepara cuocendo la semola al vapore ed insaporendo con cavoli e carne di maiale.

foto del cascà piatto tipico di calasetta

 foto di una bistecca di tonno a calasetta


Il libro cucina tabarchina ha scalato le classifiche di vendita nel 2011 ,fino a giungere la finale del premio bancarella per la cucina ,classificandosi secondo. il filo conduttore della cucina tanarchina e' oltre il cascà ,il tonno ,che viene tuttora pescato nelle coste della graziosa cittadina. Ancora nel libro si parla di ricette ancora diffusissime come 'la bobba' ,una minestra di fave secche , 'il prève' (una torta salata di formaggio e bietole) , farinate ottenute con la farina di ceci e la 'cassola' ,una zuppa di pesce . Il libro e' pubblicato dall'editore Sagep ,e descrive una delle storie piu' suggestive della storia del mediterraneo ,sotto la lente della cultura gastronomica, narrando storie culinarie che si svolgono tra la Sardegna ,l'isola di Tabarca e Pegli.



come arrivare

Come arrivare : l'aereoporto piu' vicino e' quello di Cagliari , dal quale dista poco piu' di un'ora di automobile. La varieta' di luoghi da visitare ,e per poter visitare per intero la splendida isola ,suggerisce di poter disporre di una automobile.
Uno degli aspetti piu' importanti per chi visita Calasetta (ma lo stesso si puo' dire per la Sardegna in genere) sono i numerosi ristoranti , che a prezzi quasi sempre molto modici, offrono specialita' gastrononomiche di altissimo livello ,in particolare per quanto riguarda la preparazione di piatti a base di pesce e carne.
Oltre alle classiche attrattive per i turisti , a Calasetta si trovano scuole di sub ,scuole di vela, e imbarcazioni che effettuano giri dell'isola e pesca turismmo, una nuova forma di gita in barca che prevede la pesca al mattino, la preparazione del cibo pescato in barca, ed escursioni nelle calette e spiaggie dell'isola. Per chi fosse interessato , nella localita' si possono vedere domus de janas, nuraghi ,costruzioni megalitiche e sorgenti perenni.
Una forma di soggiorno molto diffusa nell'isola e' quella dell'affitto di seconde case, normalmente una settimana puo' costare dei 400 agli 800 euro. In genere si tratta di case molto spaziose ed accoglienti, spesso unifamiliari . In rete esistono diversi siti affidabili per trovare la soluzione piu' adatta.

L'immagine a lato ritrae la maestosa torre di Calasetta. Fu costruita nel 1760 circa in conci di pietre vulcaniche ha una base di circa 16 m di diametro e volta a cupola. Sotto la torre e' stato lasciato un antico cannone.

foto della torre di calasetta


Il centro sorse nel 1769, quando nuclei familiari di origine ligure residenti a Tabarqa, in Tunisia, dietro l'esempio dei conterranei insediatosi trenta anni prima nella fronteggiante Carloforte, si stabilirono nella punta estrema nord ovest dell'isola di Sant'Antioco, presso la piccola insenatura il cui toponimo 'cala di seta' dette il nome all'abitato. Quattro anni dopo si aggiunsero altre famiglie piemontesi ,che tuttavia presto rimpatriarono ,cosi' che l'impronta del borgo continua a mantenere e' per costumi e dialetto di tipo genovese.
L'attraversamento lungo la via Roma ,che termina nella Piazza del Municipio , consente una percezione complessiva della planimetria regolare del borgo , disegnata dall'ingegnere militare piemontese Varin de le marche ;senza vantare emergenze architettonica di qualita', il centro possiede tuttavia uno spiccato carattere ambientale efficacemente espresso,nonostante il prevalere delle costruzioni recenti ,da alcuni semplici palazzeti ,dalle case dei pescatorie dal rispetto del modulo a due piani. Dalla piazzetta,volgendo a destra dalla via Manzoni ,si raggiunge in breve la parrocchiale, modesto esempio di barocco piemontese realizzato su progetto dello stesso Varin de le Marche; volgendo invece a sinistra, una strada lastricata in pietra (ancora via Manzoni) sale a una poderosa torre troncoconica dei primi del 700 (l'interno e' trasformato in un ristorante). Nel paese ha sede il civico museo di arte contemporanea ,in via Savoia 2.
A calasetta si trova un molo da cui partono tutti i giorni dell'anno numerose corse per la cittadina di Carloforte, nella vicina isola di San Pietro. Sulle navi traghetto e' possibile anche imbarcare automezzi. La durata della traversata e' di circa 30 minuti.
Una volta usciti dal centro abitato ,la via turistica, paralela alla via Roma verso ovest,correndo lungo la costa ,lambisce una successione di belle spiaggie: la prima denominata, per l'ubicazione, Sottotorre e' facilmente raggiungibile anche a piedi; poco oltre ,presso uno stagno salmastro si estende la spiaggia Delle Saline non molto distante (circa quindici chilometri) , la Spiaggia Grande, la piu' estesa dell'isola. Oltre la localita' Nido dei Passeri la strada , non piu' asfaltata, su fondo spesso sconnesso e non privo di contropendenze , procede alta sulla costa ,che termina a strapiombo sul mare con una falesia ,al termine della quale,km 21,si estende la spiaggia di Cala Lunga; questa, e la vicina Cala Saboni (Cala Sapone), dotate di strutture turistiche, costituiscono localita' di grande richiamo estivo. Ripresa la strada asfaltata si perviene,km 26,8, al bivio di cannai m30, da cui partono alcuni percorsi non asfaltati di interesse paesistico.











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