Raccolta di monologhi dalle opere di shakespeare e monologhi classici di altri autori







indice dei monologhi contenuti in questa pagina
  • -amleto: (dall'amleto di shakespeare)
  • -riccardo III (dal riccardo terzo di shakespeare)
  • -macbeth (dal macbeth di shakespeare)
  • -polonio e lo spettro (dall'amleto di shakespeare)
  • -leonato (dal molto rumore per nulla di shakespeare)
  • -griffith (dall'enrico VIII di shakespeare)
  • -il padre nei sei personaggi in cerca di autore
  • -creonte dall'antigone di sofocle
  • -tiresia dalle baccanti di euripide
  • -egisto dall'agamennone di eschilo
  • -antigone dall'antigone di sofocle
  • -smirnov dall'opera the boor di chekhov(in inglese)



MONOLOGHI DI SHAKESPEARE :
amleto

Essere o non essere,questo e' il problema. che cos'e' piu' nobile,soffrire nell'animo per i sassi e i dardi scagliati dall'oltraggiosa fortuna,o impugnare le armi contro un mare di affanni e combatterli fino a farli cessare? Morire,dormire...niente piu'.E con il sonno dire che poniano fine al dolore della carne e alle mille afflizioni naturali a cui la carne e' destinata? questa e' la fine che bisogna desiderare ardentemente! Morire,dormire..,forse sognare.Ecco il difficile. Perche' quali sogni potranno visitarci in quel sonno di morte,quando saremo usciti dalla stretta di questa vita piena di affanni mortali,e' un pensiero su cui ci si deve fermare a riflettere .
E sono proprio pensieri siffatti a prolungare la durata della sventura.Perche',chi sopporterebbe le sferzate e le irrisioni del tempo,i torti dell'oppressore,le offese dei superbi,le pene di un amore respinto,i ritardi della legge,l'arroganza dei potenti,gli scherni che il meritevole pazientemente subisce da parte di gente indegna,potendo trovare pace da se stesso con la semplice lama di un pugnale?chi sarebbe disposto a portare carichi sulle spalle, a gemere e sudare per le difficolta' della vita,se non ci fosse il timore di qualcosa dopo la morte, questa terra inesplorata dai cui confini nessun viaggiatore e' mai tornato indietro,timore che, confondendo la nostra volonta' ci induce a sopportare i mali di cui siamo afflitti,piuttosto da spiccare il volo verso altri a noi completamente ignoti?cosi' la riflesione ci rende tuti vili.

essere o non essere monologo



l'inverno del nostro scontento

monologhi di shakespeare : RICCARDO III :

Ora l'inverno del nostro scontento
e' reso estate gloriosa da questo sole di york
, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.Ora le nostre fonti sono cinte di ghirlande di vittoria,le nostre armi malconcie appese come trofei,le nostre aspre sortite mutati in lieti incontri, le nostre marce tremende in misure deliziose di danza. la guerra dal volto grifagno ha spianato la fronte corrugata, e ora,invece di montare destrieri corazzati per atterrire le anime di nemici impauriti ,saltella agilmente nella camera di una signora al suono seducente di un liuto. ma io che non fui fatto per tali svaghi , ne fatto per corteggiare uno specchio amoroso; io che sono di stampo rozzo e manco della maesta' d'amore con la quale pavoneggiarmi davanti a una frivola ninfa ancheggiante ,io sono privo di ogni bella proporzione, frodato nei lineamenti dalla natura ingannatrice, deforme,incompiuto,spedito prima del tempo in questo mondo che respira,finito a met‡,e questa cosi' storpia e brutta che i cani mi abbaiano quando zoppicco accanto a loro, ebbene io ,in questo fiacco e flautato tempo di pace , non ho altro piacere con cui passare il tempo se non quello di spiare la mai ombra nel sole e commentare la mia deformita'.
percio' non potendo fare l'amante per occupare questi giorni belli ed eloquenti,sono deciso a dimostrarmi una canaglia e a odiare gli oziosi piaceri dei nostri tempi.Ho teso trappole ,ho scritto prologhi infidi con profezie da ubriachi ,libelli e sogni per spingere mio fratello clarence e il rea odiarsi l'uno il rea odiarsi l'uno contro l'altro mortalmente; e se re edoardo e' giusto e onesto quanto io sono astuto falso e traditore ,oggi clarence dovrebbe essere imprigionato grazie a una profezia che dice che g. sara' l'assassino degli eredi di edoardo. Tuffatevi pensieri intorno alla mia anima,ecco clarence.
da "riccardo III"




monologo macbeth

Domani, e poi domani, e poi domani...
Di giorno in giorno, striscia,
col suo piccolo passo, ogni domani
per raggiungere la sillaba postrema
del tempo in cui ci serve la memoria.
E tutti i nostri ieri
han rischiarato, i pazzi, quel sentiero
che conduce alla morte polverosa.
Spegniti dunque, ormai, corta candela!
La vita e' solo un'ombra che cammina:
un povero istrione,
che si dimena, e va pavoneggiandosi
sulla scena del mondo, un'ora sola:
e poi, non síode piu'.
Favola raccontata da un'idiota,
tutta piena di strepito e furore,
che non vuol dir niente.
da "Macbeth"



Monologhi : Polonio nell'Amleto:

non fare giungere alla lingua i pensieri che hai in testa, e bada di non mettere in atto quelli piu' squilibrati. Sii familiare con gli altri ma senza cadere nella volgarita'. Gli amici di provata fiducia tienili attaccati alla tua anima con vincoli d'acciaio,ma non sciuparti la mano a furia di stringerla a ogni compagno implume che incontri. Evita le liti,ma se ti capita di esservi coinvolto, fa in modo che sia il tuo avversario a preoccuparsi di te offri il tuo orecchio a tutti ,ma a pochi la tua voce. Ascolta il parere degli altri ma il tuo non esprimerlo con troppa facilita'. Indossa abiti che abbiano un prezzo adeguato alla tua borsa, ma non stravaganti;abiti ricchi ma di sobria eleganza. perche' molto spesso il vestito rivela l'uomo. In francia, sappilo, le persone di un certo rango stanno molto attente a questo genere di cose. Non prestare soldi e non fare debiti,Perche' cio' che si da in prestito spesso si perde assieme all'amico e i debiti fanno smarrire il senso della parsimonia. E soprattutto sii sincero con te stesso,e,come la notte segue il giorno, ne seguira' che non potrai essere falso con nessuno. Addio.La mia benedizione faccia maturare in te questi consigli. da Amleto


monologhi : leonato

in molto rumore per nulla di shakespeare che non mi si dia consiglio ,e che nessun confortatore si pensi di lnfortatore si pensi di lenire il mio dolore,a meno che si tratti di qualcuno con le mie stesse sventure. perchË ,fratello,gli uomini sanno ben consigliare e dir parole di conforto per quelle sofferenze che essi medesimi non provano, e se le provano tutte le loro massime si trasformano in impetuosa passione. no,no ,Ë naturale che tutti parlino di sopportazione a coloro che si torcono sotto il peso della sventura;e nondimeno la virtu' di nessun uomo Ë tanta da potere e sapere predicare la morale quando egli stesso sopporta una pena eguale. e quindi non mi date alcun consiglio.la voce del mio dolore Ë piu' forte di quella dei vostri precetti.
da "molto rumore per nulla"


monologhi : dello spettro di re amleto

a suo figlio il principe amleto: ti trovo pronto,se le mie parole non ti turbassero , sarestri certo piu' insensibile dell'erba grassa che imputridisce pigramente sulle rive dell'ete. adesso stammi a sentire,amleto. Ë stato detto che un serpente mi ha morso mentre dormivo in giardino. cosi' l'intera danimarca viene recentemente ingannata, riguardo alla mia morte ,attraverso voci messe in giro a bella posta. ma sappilo,nobile giovane:il serpente che morse tuo padre , togliendoli la vita,ora ne porta la corona sul capo. amleto:o anima mia profetica,mio zio. spettro:si,prca,mio zio. spettro:si,proprio lui!quella bestia adultera e incestuosa, con le strgonerie del suo ingegno ,con i suoi doni traditori (ah ingegno e doni ben malvagi,dal momento che hanno un tal potere di sedurre!)spinse a cedere alla sua vergognosa lussuria la volont‡ della regina,che fino ad allora si era sempre mostrata virtuosa. oh ,amleto,che caduta era quella!finire da me il cui amore era di una tale dignita da procedere tenendo per mano il voto stesso che avendo fatto alle nozze ,nelle mani di un miserabile, i cui doni naturali erano, ben misera cosa a confronto dei miei!ma come la virtu' resta sempre salda anche se il vizio stesso viene a corteggiarla sotto sembianze celesti, cosi' la lussuria ,anche se unita a un angelo luminoso in un letto celestiale ,vorr‡ sempre sazziarsi di sozzure.ma un momento!mi pare di sentire la brezza del mattino .devo far presto.in breve: mentre dormivo nel mio giardino ,come avevo l'abitudine di fare nel pomeriggio, tuo zio mi si avvicino furtivamente .io ero tranquillo nel mio sonno. aveva con se una fiala del veleno . ebbene mi verso nei padiglioni delle orecchie quell'estratto di lebbra,che ha un effetto cosi' terribile nel sangue dell'uomo da diffondersi rapido come l'argento vivo per le parti e le vie naturali del corpo;una scabbia istantanea ricopri il mio corpo di una crosta vile e ripugnantrosta vile e ripugnante,una crosta simile a quella di un lebbroso. e cosi' mentre dormivo fui privato nello stesso tempo della vita,della corona e della regina ,e chi me le portava via era mio fratello .la mia anima era rigogliosa di peccati quando la falce si abbatte su di essa . non ero comunicato,inconfessato,impreparato. senza poter fare alcun computo ,venni mandato a giudizio, con tutti i miei peccati di cui rendere conto, con tutti i miei peccati di cui rendere conto. oh che cosa orribile.troppo orribile. se hai un cuore non devi accettarlo.non lasciare che il letto regale di danimarca si trasformi in un maledetto giacigliao di lussuria e di incesto. ma,in qualsiasi modo tu decida di punire queste offese ,tieni pulita la tua coscienza,non concepire mai qualcosa contro tua madre. lascia che sia il cielo a punirla ,e che siano le spine che tiene in seno a punirla ,e che siano le spine che tiene in seno a pungerla e trafiggerla. addio adesso


griffith: su wolsey

pur se di umili origini ,indubbiamente fu dalla culla destinato a grandi onori.egli fu uno studioso serio e competente, eccezionalmente sagace,buon oratore e persuasivo; agro e scostante con quelli che non lo amavano ma, con chi ne cercava l'amicizia ,dolce come l'estate. e anche se era insaziabile nel prendere ,il che Ë una colpa, pure nel dare egli fu principesco: eterni testimoni a suo favore quei centri gemelli del sapere che egli volle fondare (ipswich e oxford) uno dei quali cadde con lui,ricusando di sopravvivere alla bont‡ di chi l'aveva voluto,e l'altro ,per quanto incompiuto,gi‡ tanto famoso ed eccellente per cultura ,e tuttora in ascesa,che la cristianit‡ proclamer‡ per sempre i meriti dell'uomo. la sua rovina fini' per colmarlo di felicit‡,poichË allora ,egli ritrovÚ se stessoscoprendo la beatitudine di non contare piu' nulla; e,per aggiungere maggiori onori ai suoi anni di quanto gli uomini potessere offrorgli,mori' nel timor di Dio.
da "enrico VIII"



monologhi teatrali di altri autori

tratti dal fausti di marlowe




6 personaggi in cerca di autore di pirandello

monologo del padre :

Le dico, da un giorno all'altro...perchÈ aveva trovato fuori non so che collocamento. Non mi fu possibile rintracciarli; e allora per forza venne meno il mio interessamento, per tanti anni. Il dramma scoppia, signore, impreveduto e violento, al loro ritorno; allorchÈ io, purtroppo, condotto dalla miseria della mia carne ancora viva...Ah, miseria, miseria veramente, per un uomo solo, che non abbia voluto legami avvilenti; non ancor tanto vecchio da poter fare a meno della donna, e non pi˘ tanto giovane da poter facilmente e senza vergogna andarne in cerca! Miseria? che dico! orrore, orrore: perchÈ nessuna donna pi˘ gli puÚ dare amore. - E quando si capisce questo, se ne dovrebbe fare a meno... Mah! Signore, ciascuno - fuori, davanti agli altri - Ë vestito di dignit‡: ma dentro di sË sa bene tutto ciÚ che nell'intimit‡ con se stesso si passa, d'inconfessabile. Si cede, si cede alla tentazione; per rialzarcene subito dopo, magari, con una gran fretta di ricomporre intera e solida, come una pietra su una fossa, la nostra dignit‡, che nasconde e seppellisce ai nostri stessi occhi ogni segno e il ricordo stesso della vergogna. » cosÏ di tutti! Manca solo il coraggio di dirle, certe cose!



monologhi : creonte

dall'antigone di sofocle

signori,la citt‡ Ë salva: gli dei l'hanno scrollata in una gran tempesta e l'hanno raddrizzata. voi,fra tutti,ho convocati qu‡ ,mediante essi ,in disparte.lo so che veneraste il potre di laio ,e quando poi edipo resse lo stato e pi˘ tardi ,quando mori' ,verso i figli del re la vostra fedelt‡ rimase salda.ora in un giorno sono morti per doppio fato,dopo colpi inferti e subiti , macchiati d'omicidio: chi per la parentela con gli estinti,trono e potere ha in mano sono io. non si conosce l'anima,la mente ,il pensiero d'un uomo,se di se non da prova al governo e nelle leggi. chi dirigendo l'intera citt‡,non colga il segno del miglior consiglio,ma stia,per la paura ,a bocca chiusa,pessimo sempre mi sembrÚ ,mi sembra; e di chi stima pi˘ della sua patria un amico,non faccio nessun conto.io,testimone zeus che tutto vede,non tacerei,vedendo una rovina in marcia in luogo di salvezza, ne un uomo ostile alla citt‡ l'avrei per amico. lo so fin troppo bene: la nave salvatrice Ë solo questa: solo a bordo di questa,navigando fin che st‡ salda,Ë dato procurarsi amici degni. e io con queste norme potenzio la citt‡.bene: in un bando, pi˘ o meno questo ho detto ai cittadini per ciÚ che attiene ai figlioli di edipo. eteocle ,che in difesa della patria cadde,compiute valorose gesta,si seppellisca ,e si versino offerte sul tumulo ,gradite ai grandi estinti;ma il fratello di sangue,polinice,che la patria e gli dei della sua terra ,tirnando dall'esilio,volle dare fuoco e farne scempio e volle insieme gustare un sangue ch'era il suo ,facendo i cittadini schiavi - ebbene,lui ,Ë vietato per legge alla citt‡ d'onoralo e di piangerlo:si lasci insepolto e bruttato nelle membra ,divorato dai cani e dagli uccelli .il mio criterio Ë questo .mai da me saranno preferiti ai giusti i tristi;chi alla citt‡ sar‡ benigno,morto o vivo eguali onori avr‡ da me.



monologhi : tiresia

nelle baccanti di euripide quando chi Ë saggio ispira le parole a buon principio ,parlar bene Ë facile . tu invece mostri parlantina fluida come un uomo da senno ,mentre il senno manca del tutto nelle tue parole.chi punta sull'audacia e dË capace di parlare ,se privo di cervello ,diventa un cittadino molto tristo.codesto nuovo dio che tu beffeggi,non saprei dire quanto sar‡ grande in grecia .caro giovine,due cose hanno nel mondo umano il primo posto : la dea demetra - e la terra,qualunque nome tu voglia darle -: e lei che nutre con cibi secchi gli uomini ;e quest'altro venuto dopo :per converso ,il figlio di semelË ,trovÚ l'umore liquido del grappolo efra gli uomini lo reca,quello che toglie ai miseri mortali il dolore,se s'empiono del flusso della vita ,e col sonno da l'oblio dei mali quotidiani - altro rimedio degli affanni non c'Ë.questo che nacque dio,si liba agli dei ,sicchË per lui ottengono i mortali benefici .tu lo beffeggi perchË fu cucito nella coscia di zeus? ti mostrerÚ come sia giusto .quando lo sottrasse di forza al fuoco folgorante zeus e portÚ su in olimpo il dio bambino,era voleva cacciarlo dal cielo : zeus ,da quel dio che Ë,trovÚ il rimedio.squarciÚ parte dell'etere che avvolge intorno il mondo ,ne fece un ostaggio consegnandolo a era,ma il dionisio vero lo mise in salvo preservandolo dall'odio della dea .col tempo gli uomini ,equivocando sul termine hÚmeros ,che vale <> (il dio fu infatti ostaggio della dea),sentendovi merÚs ,che vale coscia ,dissero che il dio nella coscia di zeus fu saturato.e si tratta di un demone profetico ;nel baccheggiare e nel delirio c'Ë molta virt˘ divinatoria : quando entra nel corpo con gran peso il dio,fa predire il futuro agli invasati.Ë persino partecipe di ares : accade che un esercito schierato in armi si sgomenti per un panico subitaneo ,anche prima di toccare le lance .sono attacchi di follia che vengono ,anche loro ,da dioniso.e lo vedrai,sulle rupi di delfi ,balzare con le fiaccole di pino sulla radura dalla doppia cima ,palleggiando e scrollando il ramo bacchico,dio grande nella grecia.ascolta me ,pËnteo: non ti vantare presumendo che un regno sia potenza.e quando pensi qualche cosa ,e malato Ë il tuo pensiero ,non credere di avere una saggezza.accogli dunque in questa terra il dio,baccheggia,liba,incoronati il capo .non sar‡ certo dioniso a costringere le donne a temperanza nell'amore : bisogner‡ guardare alla natura di ciascuna-neppure in mezzo all'orgia ,una che Ë casta si corromper‡.vedi,tu godi,quando alla tua porta c'Ë tanta gente ed al nome di penteo da gloria alla citt‡.cosi' anche lui,penso che si compiaccia degli onori.io dunque,e con me cadmo,che beffeggi,ci veleremo d'edera,danzando : una coppia di vecchi ,ma danzare giova.ne,indotto dalle tue parole ,combatterÚ col dio. la tua follia Ë il pi˘ grave: filtro per guarirla non c'Ë,come c'Ë un filtro che la provoca.



monologhi : EGISTO

dall'agamennone di eschilo EGISTO: O luce amica di un giorno che porta giustizia ! posso ben dire ora che i numeri vendicatori guardano di lass˘ sulla terra alle colpe degli uomini mortali ,se quÏ io vedo con mia gioia ,nel peplo intessuto delle erinni ,disteso quest'uomo che paga alla fine le mali arti di suo padre. atreo fu, il re di questa terra padre e di costui ,che il padre mio tieste e fratello suo -chiaro voglio parlare- essendo con lui in contesa per il regno ,lo mise al bando della citt‡ e dalla reggia. ritornÚ supplice l'infelice tieste al focolare di atreo ,e vi trovÚ cosÏ sicura accoglienza che non dovË, morendo ,macchiare lui del proprio sangue il suolo paterno.se non che atreo,l'empio padre di questo morto, facendo finta ,con lieto volto ma con un suo zelo feroce e nemico,di voler celebrare il ritorno del fratello come un giorno solenne ,imbandÏ il padre mio ,dono ospitale,le carni dei suoi figli.seduto al suo desco ,in disparte,sminuzzÚ i piedi e le mani e le dita perchË non fossero riconoscibili .tieste,lontano da ogni sospetto ,subito ne prese e mangiÚ. e fu pasto,come vedi,esiziale a tutta la stirpe.poi,appena capÏ l'opera oscena,dette un grido,cadde all'indietro rigettando quelle carni straziate ,e,rovesciata con un calcio la mensa ,accompagnÚ l'atto con questa maledizione :<>. ecco perchË tu vedi costui a terra .er apur giusto che anch'io ordinassi questa trama di morte . me,terzo dei figli,atreo risparmiÚ e insieme col misero padre mi mandÚ in esilio che ancora ero in fasce. cresciuto negli anni ,quÏ nuovamente mi ricondusse giustizia.e allora,pur restando fuori dalla reggia, assalsi quest'uomo legandolo con tutte a tute le fila della trama funesta.cosÏ anche il morire sar‡ bello ora che vedo costui nei lacci della giustizia.



monologhi : anton chekhov:

in lingua inglese dall'opera the boor SMIRNOV: I don't understand how to behave in the company of ladies. Madam, in the course of my life I have seen more women than you have sparrows. Three times have I fought duels for women, twelve I jilted and nine jilted me. There was a time when I played the fool, used honeyed language, bowed and scraped. I loved, suffered, sighed to the moon, melted in love's torments. I loved passionately, I loved to madness, loved in every key, chattered like a magpie on emancipation, sacrificed half my fortune in the tender passion, until now the devil knows I've had enough of it. Your obedient servant will let you lead him around by the nose no more. Enough! Black eyes, passionate eyes, coral lips, dimples in cheeks, moonlight whispers, soft, modest sights--for all that, madam, I wouldn't pay a kopeck! I am not speaking of present company, but of women in general; from the tiniest to the greatest, they are conceited, hypocritical, chattering, odious, deceitful from top to toe; vain, petty, cruel with a maddening logic and in this respect, please excuse my frankness, but one sparrow is worth ten of the aforementioned petticoat-philosophers. When one sees one of the romantic creatures before him he imagines he is looking at some holy being, so wonderful that its one breath could dissolve him in a sea of a thousand charms and delights; but if one looks into the soul--it's nothing but a common crocodile. But the worst of all is that this crocodile imagines it is a masterpiece of creation, and that it has a monopoly on all the tender passions. May the devil hang me upside down if there is anything to love about a woman! When she is in love, all she knows is how to complain and shed tears. If the man suffers and makes sacrifices she swings her train about and tries to lead him by the nose. You have the misfortune to be a woman, and naturally you know woman's nature; tell me on your honor, have you ever in your life seen a woman who was really true and faithful? Never! Only the old and the deformed are true and faithful. It's easier to find a cat with horns or a white woodcock, than a faithful woman.



monologo di antigone

DALL'ANTIGONE DI SOFOCLE tomba,stanza nuziale,prigione sotterranea,mia dimora eterna ,ecco i ovado incontro ai miei cari. la maggior parte di loro li ha gi‡ accolti persefone fra i morti: ultima io,la pi˘ infelice, giungo prima di aver compiuto la mia vita.nutro in me tuttavia questa speranza ,di giungere gradita a mio padre e a te,madre,e a te,fratello mio;perchË fui io ,con le mie mani,a lavare i vostri corpi,a vestirli,a versare libagioni ,quando siete morti.e ora,polinice,Ë questo che ricevo per aver sepolt il tuo cadavere.eppure, per coloro che hanno mente saggia ,ti ho reso il giusto onore. se siete trattato dai miei figli ,se avessi visto il corpo del marito imputridire nella morte,non avrei affrontato questa lotta,sfidando la citt‡.perchË parlo cosÏ?in base a quali norme?perchË se muore il marito posso averne unaltro,e se perdo un figlio posso averne un'altro .ma poichË mia madre e mio padre sono nell'ade non potrÚ avere pi˘ un'altro fratello .ecco perchË ho scelto di onorarti , fratello mio,e per questo creonte mi ritiene colpevole di una tremenda audacia . e mi ha presa e mi trascina cosÏ: senza letto nuziale ,senza inni di nozze;non ho avuto un marito,non ho cresciuto figli: abbandonata dagli amici scendo ,ancora viva ,alle dimore dei morti .quale giustizia divina ho trasgredito? e perchË allor ami rivolgo ancora agli dei ,infelice che sono,e chi posso chiamare in aiuto? mi hanno giudicata empia per un atto di piet‡.se per gli dei Ë giusto tutto questo allora, attraverso il dolore ,riconoscerÚ la mia colpa.me se invece sono loro i colpevoli ,spero che soffrano quello che fanno soffrire a me ,contro la giustizia.







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