Il contesto storico e gli avvenimenti che sfociarono nel teatro elisabettiano e loro influenza su shakespeare






introduzione e contesto storico



L'Inghilterra era uscita dalle due grandi guerre che l'avevano travagliata e forgiata. Una era stata esterna,la Guerra dei Cent'anni (1339-1453),combattuta contro la Francia per il dominio inglese sul continente, e in sostanza finita con la cacciata degli Inglesi (Salvo Calais perduta un secolo dopo, nel 1559) e col loro definitivo ritiro nell'isola; donde pero' s'inizia quella concentrazione che fu la loro forza.

L'altra guerra, interna e civile, era stata la Guerra delle Due Rose (1453-1485), fra le due case pretendenti alla corona d'Inghilterra: quella di York (rosa bianca), e quella di Lancaster (rosa rossa); dopo (rosa rossa); dopo aver costato la vita a un milione di cittadini e a 80 principi di sangue,la lotta s'era conclusa col matrimonio fra Elisabetta, figlia di Edoardo IV (di York), ed Enrico VII (Tudor, erede dei Lancaster),che aveva riunito le due case rivali in un'unica dinastia nuova, i Tudor, sotto la quale (1485-1603) l'Inghilterra iniziò la sua formidabile ascesa.

Due grandi fatti, sotto i Tudor, s'accompagnano al trionfo della nuova potenza inglese. Uno è la scoperta dell'America; che Enrico VII, fallite le trattative da lui condotte col fratello di Colombo nel 1489, sfrutta subito dopo, finanziando nel 1497 le spedizioni dei Caboto nel Labrador e in Terranova, iniziando così lo sviluppo dei commerci e delle fortune inglesi.

L'altro fatto è la Riforma Religiosa. Il figlio di Enrico VII, Enrico VIII, che da principio aveva combattuto le idee di Lutero meritandosi dal Papa Leone X il titolo di 'Defensor Fidei', in un secondo momento, quando gli viene negato da Clemente VII l'annullamento del matrimonio con la regina Caterina d'Aragona, ch'egli ha chiesto per unirsi con Anna Bolena, si ribella al Papa e proclama l'autonomia della Chiesa inglese ponendola sotto la diretta e sola signoria del Re. Egli continua tuttavia a dichiararsi cattolico e a combattere insieme coi 'papisti', i protestanti. Successivamente, sua figlia Maria La Cattolica, divenunuta Regina tenta di restaurare la piena obbedienza alla fede romana.

Senonche alla morte di Maria gli antipapisti riprendono il sopravvento con l'ascesa al trono della sua sorellastra Elisabetta, figlia di Anna Bolena. Dopo aver cominciato con l'ostentare fedeltà al Papa, Elisabetta a un certo punto ristabilisce la Chiesa Anglicana; la quale assume caratteri ormai apertamente protestanti, anche per l'infiltrazione di sette come quella dei Puritani, che professano idee rigoriste, non lontane da Calvino. Scomunicata da Pio V, Elisabetta perseguita violentemente i Cattolici ed aiuta e protestanti anche fuori dei confini. In caso di bisogno diventa anche una feroce custode del proprio trono e per questo imprigiona e fa uccidere la cattolica cugina Maria Stuarda regina di Scozia e spegne la ribellione del conte di Essex che viene giustiziato nonostante fosse de suoi favoriti. Elisabetta si distingue anche come protettrice delle lettere, viene celebrata da artisti e poeti e dopo aver dato alla sua età lo splendore che i posteri hanno chiamato 'elisabettiano',muore nel 1603, spegnendosi con lei la dinastia dei Tudor. Le succede il nipote-cugino Giacomo VI Re di Scozia, figlio di Maria Stuarda; il quale assumendo il nome di Giacomo I riunisce per sempre Scozia e Inghilterra nel Regno Unito di Gran Bretagna.

 

Figura 2: Londra in un incisione di C. J. Visscher

Un Editto di Enrico VIII del 1531, nato come provvedimento generico contro il vagabondaggio, colpiva le compagnie teatrali che erano costituite tutte di attori girovaghi. Il primo provvedimento di Elisabetta a favore del teatro e' quello di limitare l'effetto dell'editto del padre. La Regina, che ama le lettere e gli spettacoli e che prevede forse nel realismo di certe scene e nelle allusioni politiche di certi attori il sorgere di un teatro nazionale, prepara la strada al professionismo dell'attore e alla diffusione del teatro, stabilendo che fosse sufficiente, per un attore, per sottrarsi alle persecuzioni puritane, porsi sotto la protezione di un nobile di cui doveva indossare la livrea; poteva in questo modo garantirsi la liberta' di esercitare la sua professione. Elisabetta incoraggia anche il formarsi di compagnie stabili e protegge ogni genere di spettacolo ospitando a Corte, insieme ai divertimenti raffinati, gli spettacoli popolari. Con tali premesse sorsero presto molti teatri pubblici: il primo fu costruito sotto la protezione del Conte di Leicester, nel 1576 dall'impresario James Burbage a Shoreditch, e lo chiamo' 'The Theatre'.

il teatro elisabettiano :GLI EDIFICI TEATRALI :LE PLAYHOUSES

Si trattava di arene a cielo aperto, simili in piccolo alle plazas de toros spagnole,con una platea dove gli spettatori stavano in piedi, e gradinate ovvero ordini di palchi coperti tutt'intorno.

Contro una parete, senza interrompere la continuità dei palchi, era rizzata una piattaforma molto ampia (mezzo campo da tennis), alla quale gli attori accedevano solo dal fondo, proprio come quando recitavano nei saloni, con le spalle contro lo screen; anche in questo caso avevano in alto, dietro la testa,una galleria praticabile,che di regola ospitava i musici (la musica, simbolo di armonia celestiale, doveva provenire dall'etere), ma dalla quale si potevano affacciare anche personaggi.

Rispetto ai saloni, dove i comici continuarono a esibirsi occasionalmente, portandovi lo stesso repertorio delle playhouses, la principale differenza era data dalla presenza di un tetto che protendendosi sulla piattaforma, la copriva per una parte, e che era sorretto da due colonne.

Il sotto di questo tetto era dipinto di azzurro con stelle d'oro, ed era chiamato 'heavens', 'cielo' (invece la zona sotto il palcoscenico, raggiungibile mediante una botola, era lo 'hell', l''inferno'); e questo 'cielo' poteva aprirsi, e far scendere con una carrucola un attrezzo di scena come il trono regale, che simbolicamente occupava sempre il centro della piattaforma, o magari un essere soprannaturale,richiamante il deus ex machina del dramma latino.

Altri attrezzi di scena come sedili, letti, alberi, tende, tavole imbandite, venivano portati o fatti scivolare su rotelle da inservienti o da attori, attraverso l'apertura centrale sul muro di fondo, e recuperati quando non servivano più; ma per il resto non esistevano scene dipinte o costruite, e il fondale rimaneva sempre identico, ossia neutro, come quello decorato in modo vagamente classico dei tipici screens nei saloni.

Non esisteva ovviamente sipario; una tenda poteva coprire la grande porta di fondo, magari a mo' di arazzo, e lo spazio dietro questa porta di fondo era sufficientemente ampio da poter fungere, all'occorrenza, da locale chiuso all'inizio di un'azione che comunque proseguiva fuori, sulla piatta forma.

Oggi noi siamo abituati a palcoscenici dove il segnale che un episodio è concluso viene dato dal buio totale, ovvero dalla chiusura del sipario. Entrambi questi espedienti erano sconosciuti agli elisabettiani, che nelle playhouses recitavano alla luce del giorno; donde la necessità di far terminare ogni scena con l'uscita di tutti i personaggi, compresi i mori.

Le storie raccontate ignoravano le unità aristoteliche predicate dagli umanisti sul Continente, e il pubblico aveva quindi bisogno di essere continuamente informato sul dove l'azione si fingeva: il che avveniva con disinvoltura, grazie alla disponibilità della scena neutra a 'diventare' continuamente qualsiasi luogo mediante le indicazioni date da un dato oggetto o da cenni contenuti nel dialogo.

Il maggiore esponente del teatro elisabettiano e', senz'alcun ombra di dubbio, William Shakespeare il cui nome è divenuto sinonimo della stessa corrente letteraria. Di questo personaggio dalla personalità tanto vivace e profonda non esistono certe notizie biografiche e quest'ombra di mistero sulla sua persona ha da sempre scatenato la fantasia di studiosi e ciarlatani. L'elenco delle sue identità o delle ragioni del suo genio potrebbe essere infinito, noi ci limiteremo a considerarne una biografia sufficientemente attendibile e ad analizzare brevemente l'operato.

Figura 3 Ritratto di Shakespeare

 

BIOGRAFIA

 

Per tradizione la sua nascita si commemora il 23 aprile, giorno di San Giorgio patrono d'Inghilterra. Il padre apparteneva alla 'middle class', la borghesia affarista che sotto il regno di Elisabetta I acquistò un ruolo determinante nella societ&agrocietà inglese. A soli 18 anni sposò Anne Hathaway di 7 anni più vecchia di lui dalla quale ebbe 3 figli. Dopo circa 5 anni di matrimonio lasciò la famiglia per cercare fortuna a Londra. Qui trovò ben presto impiego presso il 'Theatre' di James Burbage, e i suoi primi lavori ebbero un tale successo da permettergli di entrare in contatto con grandi signori amanti delle lettere quali: Southampton,e Essex. Presso costoro conobbe Giovanni Florio: un grande umanista dal quale apprenderà le migliori novelle italiane che costituiranno per lui una grande fonte di ispirazione. Nel 1597 morì James Burbage e nella proprietà dei suoi due teatri lo successe il figlio Richard 'Il Roscio Inglese', il più grande attore dell'epoca, dalla voce calda e dal gioco mimico potente. Nel 1598 il Theatre fu demolito e in sua sostituzione si costruì il Globe, gestito in società da Burbage e Shakespeare, che venne inaugurato rappresentando l' 'Enrico V', nel cui prologo l'autore allude appunto al nuovo teatro definito: la grande 'O di legno'. Presentato alla Regina da Lord Southampton, Elisabetta lo predilesse a tal punto da chiamare la sua compagnia per le feste di corte. Nel 1603, il nuovo Re Giacomo I concesse alla compagnia del Globe il titolo di King's Men e l'autorizzazione a recitare in qualunque città del Regno. Nel 1610 i suoi guadagni si accrebbero grazie all'ennesimo accordo di unirsi in società con Burbage per la gestione d'un altro teatro, il Blackfriars. Nel 1612 il poeta abbandonò Londra per la città natale dove morì nel 1616.

 

WILLIAM SHAKESPEARE : UN UOMO PROTAGONISTA DELLA SUA EPOCA

 

La straordinaria vitalità e scioltezza intellettuale del tardo teatro Elisabettiano e Giacobino lo ha reso non soltanto uno strumento per rispecchiare i movimenti dinamici di una società in rapido cambiamento, ma anche, un mezzo per articolare e contribuire a queste novità. L'Inghilterra Shakesperiana non era la terra della solare stabilità spesso rivendicata per se stessi; bensì delle domande, della crisi e del conflitto interiore. Nell'ultimo quindicennio del Regno di Elisabetta,erano state aperte nuove vie commerciali, e Londra era divenuto un centro commerciale e finanziario alla pari di Amsterdam, Antwerp e degli altri maggiori porti europei. Il radicalismo intellettuale fu una delle più importanti caratteristiche della nuova classe mercantile alla quale Shakespeare stesso apparteneva, e come testimoniano le sue opere, esso si propagava dagli affari commerciali ad ogni aspetto degli sforzi umani. In Inghilterra, il secolo incominciò con la sostituzione del cattolicesimo romano con il protestantesimo, e le conseguenze intellettuali di questa rivoluzione furono sentite durante tutta la vita del Bardo. Usando il linguaggio delle Bibbie Inglesi recentemente tradotte, ogni tipo di gruppo o individuo cominciò a contestare la vecchia stratificazione della società per diritto divino e propose una differente distribuzione del reddito oltre alla creazione di nuove leggi morali. Queste attività, e le contraddizioni tra di esse e il vecchio ordine, sono temi frequenti nelle opere shakesperiane.

Sebbene una nuova era e una nuova ideologia avessero arrecato significativi miglioramenti nella qualità della vita di molte persone, è vero che molte cose erano state lasciate in sospeso: le speranza per la vita erano minori delle attuali, le malattie erano diffuse, le regole erano dure e autoritarie, e perfino degli elementi basilari come la comodità e il proteggersi dalle forze della natura erano improbabili, soprattutto per i poveri.

 

 

Tutte queste tendenze e realtà sono l'essenza del lavoro si shakespeare. Le sue opere non vivono soltanto per lo splendore della lingua difficilmente usava una parola con indolenza o per il dinamismo e il fascino della storia raccontata, ma per il fatto che egli, durante il suo operato, fissò profondi argomenti morali, etici e spirituali nella realtà di tutti i giorni. Nelle sue opere più belle, le persone reali, con tutte le loro contraddizioni, venivano piazzate in società realizzate meticolosamente e specificatamente. Sebbene siano andati perduti alcuni dettagli, rimane l'autenticità di questi personaggi e di questi mondi: le opere forniscono riflessioni sulla realtà. Per mezzo del costante sviluppo degli opposti drammatici e dialettali Shakespeare creò l'illusione della vita che si amplia in ogni direzione. Nei componimenti i passaggi poetici, eruditi e brillanti non vengono incollati ma fatti scaturire in ogni momento dagli stessi sentimenti dei personaggi. Nella vita reale, in un istante, la gente si sposta dal brio al lirismo, dall'ingegno alla banalità e questa naturalezza echeggia nei testi shakesperiani e aiuta a creare i suoi protagonisti. Nella ricchezza della sua penetrazione umana, anche le esperienze più estreme conservano, di base una loro naturale umanità. Il collegamento nasce dall'esplorazione dei nostri sogni più remoti e in generale dalle esigenze e ricompense del mondo reale. Soprattutto questa è la particolarità che parla di generazione in generazione, a persone di ogni nazionalità, e che garantisce la vita delle sue opere e la loro continua risonanza. Egli è molto di più della sua stessa popolarità.

a cura di BARDOLATRY








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