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il balcone di giulietta |
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| prima di uscire dalla casa di giulietta e' consuetudine
farsi fotografare vicino alla statua di giulietta . si dice che porti
fortuna . secondo la recente tradizione popolare , affinche' la foto abbia effetto ,
il fotografato deve tenere con una mano il seno di giulietta torna a shakespeare in italy |
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la statua di giulietta |
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nei primi anni del
novecento la casa diventa
di
proprietà del comune, dopo
circa trent'anni viene ristruttutata
e creato il balcone del primo dialogo
di romeo e giulietta. all'interno
della casa
poco rimane degli affreschi e decori
antecedenti il restauro,
ci si trova di
fronte ad una scenografia
medioevale adatta a ricreare un ambiente ideale
per una scena romantica.
il risultato finale è comunque godibilissimo e
rappresenta perfettamente gli ideali e il pensiero
del medioevo.all'amministrazione
di verona va il merito di aver
salvato da una vendita e una fine incerta il luogo che già da due secoli
a oggi fu meta dei visitatori (tra cui anche dickens) a cui
era giunta la fama del l anche dickens) a cui
era giunta la fama del luogo.
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vai alla pagina principale del romeo e giulietta per alcuni indecorosi,per altri fascinosi, i graffiti creati dagli innamorati,che scrivendo i loro nomi in qualunque punto del cortile raggiungibile da un pennarello (o un bigliettino incollato con gomma da masticare). |
| questa immagine mostra l'ingresso della casa di giulietta , un luogo costantemente presidiato dai turisti che vengono a verona | a cura di luca airi,immagini di roberto carta. PROSSIMA SERIE DI IMMAGINI torna PAGINA PRINCIPALE shakespeare in italyVAI ALLA HOME PAGE DEL ROMEO E GIULIETTA, |
immagini di verona : il letto di giulietta usato da zeffirelli nella immagine sotto il letto usato da zeffirelli nella sua monumentale direzione del romeo e giulietta del 1968. |
le ceramiche delle raccolte del museo di castelvecchiopossono a ragione considerarsi un campione rappresentativo delle classi ceramiche principali dei secoli XV,XVI e XVII. i materiali che fanno parte delle raccolte civiche infatti compongono un insieme quanto mai eterogeneo.vi è infatti rappresentata la ceramica di tipo convenzionale pertinente al convento di santa chiara a verona,oggetto di un cospicuo ritrovamento avvenuto circa una ventina di anni fa presso la corte del duca,luogo ove appunto sorgeva il convento.a tale gruppo appartengono il grande piatto in ceramica dipinta monocroma e il boccale recante la scritta "refetorio" che ne ricorda la destinazione.a questo oggetti si aggiunge il gruppo delle grafite policrome rinascimentali ,decorate con motivi del repertorio convenzionale di questo periodo :soggetti tratti dal mondo vegetale e animale e dal registro amoroso,disegni geometrici.alla varietà dei soggetti si accompagna la vivacità e la ricchezza dei colori quali il verde ramina e il giallo ferraccia.l'insieme è quanto mai diversificato per le forme presenti : dai boccali alle scodelle ai bacili di piccole dimensioni. le graffite rinascimentali coprono un arco di tempo piuttosto esteso ,dal volgere del quindicesimo secolo alla metà del diciasettesimo secolo,rappresentativo sia della produzione locale meno accurata sia di quella piùmatura.l'esposizione poi prosegue con le maioliche a partire da quelle più comuni,le cosidette maioliche "bianche e blu" a decorazione floreale.i boccali sono gli esemplari più interessanti : hanno forma globulare e l'ornato è organizzato in maniera da occupare l'intero ventre suddividendolo ,grazie alla suggestiva decorazione,in bande verticali. a questi oggetti si aggiunge il gruppo delle graffite policrome rinascimentali ,decorate con motivi del repertorio convenzionale di questo periodo :soggetti tratti dal mondo vegetale e animale e dal registro amorosi ,disegni geometrici .allavarietà dei soggetti si accompagna la vivacità e la ricchezza dei colori quali il verde raminao il giallo ferraccia.l'insieme è quanto mai diversificato per le forme presenti: dai boccali alle scodelle ai bacili di piccole dimensioni. SEI SU IMMAGINI ITALIA FAI CLICK QUI' PER ANDARE ALLA PAGINA PRINCIPALE |
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le graffite rinascimentali coprono un arco di tempo piuttosto esteso ,dal volgere del XV alla metà circa del XVIII secolo,rappresentativo sia della produzione locale meno accurata sia di quella matura. l'esposizione poi prosegue con le maioliche a partire da quelle più comuni,le cosidette maioliche bianche e blu a decorazione floreale.i boccalisono gli esemplari più interessantei:hanno forma globulare e l'ornato è organizzato in maniera da occupare l'intero ventre suddividendolo,grazie alla suggestiva decorazione ,in bande verticali. tra le maioliche spicca il piattello con putto in stile compendiario forse di provenienza faentina.tale produzione è nota anche con il termine meno specialistico di bianchi o lattesini,con riferimento al candore delle campiture sulle quali spiccano soggetti religiosi come putti ,croci e immagini della vergine maria. |
nella foto sotto le ceramiche del museo di castelvecchio nella casa di giuletta a veronale forme predilette sono quelle aperte di piccole dimensioni,come scodelle e piattelli ,ma non mancano nemmeno i boccali. l'azzurro cupo e il blu dominano le decorazioni della maiolica berrettina con motivi semplificati,appena accennati,come l'insieme di piccole stelle.fiori multicolori e spiccano invece nel decoro curvilineo della scodella inmaiolica turchesca,così chiamata per ricordare l'origine di tali maioliche che ebbero particolare diffusione nella prima metà del diciasettesimo secolo.l'impostazione del sistema variegato di questi fiori ,riempiendo ossessivamente l'intero fondo,è dominata dall'horror vacui spesso caratterizzante larga parte della produzione. |
immagini di verona :formelle in terracotta della casa di giuliettail gruppo di dieci formelle in terracotta lavorata a stampo hanno forma romboidale sottolineata da cornici polilobate oppure da ricchi festoni vegetali e testine di putto in rilievo.alcuni esemplari sono in terracotta e non presentano tracce di colore o di graffitura in modo da far presupporre la stesura successiva del colore ,mentre i tre esemplari con decorazione dipinta e invetriata suggeriscono la vivace policromia di questi insiemi che servivano a formare grale adatte a chiudere balaustre,finestre e piccole recinzioni nelle vecchie case veronesi. in occasione dell'intervento di restauro compiuto si sono infatti riscontrati sul fianco e a volte sul verso delle formelle più o meno evidenti residui di |
il repertorio è di tradizione classicae attestato nella coeva decorazione a fresco di destinazione profana:sfingi alate,aquile,vasi con fiori,teste di putti,città turrite,suonatori. i manufatti appartengono ad un gruppo di quarantotto formelle ,databile alla seconda metà del quattrocento,già esposti a palazzo pompei,prima sede delle collezioni civiche dal 1857:possono infatti essere identificati con le "formelle fittili del secolo XV,smaltate vivacemente o leggiadremente figurate","rimesse in più adatto sito" nel corso del 1912 durante i lavori di ordinamento delle opere nelle sale del museo. nell'allestimento del museo di castelvecchio,realizzato da antonio avena e dall'architetto ferdinando forlati tra il 1923 e il 1926,le formelle erano collocate nella sala di giulio giusti del giardino.in questa sistemazione formavano due grate separate da una porta in marmo rosso. il complesso decorativo fu smembrato a seguito dell'intervento di carlo scarpa tra il 1958 e il 1964: le formelle furono separate e collocate nei depositi . alcune terrecotte sono state esposte in occasione della mostra collezioni restituite ai musei di verona tenutasi a castelvecchio tra aprile e settembre 2001. |