la casa di giulietta

l'origine della credenza popolare che questa
sia la casa dove gli eterni amanti vissero
una delle scene piu' rappresentate della 
storia del teatro si deve all' identificazione
di capuleti con del cappelo, nobile  famiglia
propietaria per lungo tempo, dal XIII sec. 
dell'edificio. nulla ha  impedito  che coi
secoli  questa diventasse uno dei luoghi
simboli di verona ,meta quotidiana di
migliaia di visitatori provenienti da tutto 
il mondo,che naia di visitatori provenienti
da tutto il mondo,che difficilmente lasciano 
la casa senza una foto che li ritrae con la 
mano sul seno sinistro della statua in 
bronzo dedicata a giulietta:
 si dice che porti fortuna all'amore.  













immagini ,foto storia e descrizione della casa ,
della statua e del balcone di giulietta a verona

immagine del balcone della casa di giulietta

casa di giulietta : il balcone di giulietta

prima di uscire dalla casa 
di giulietta e' consuetudine
farsi fotografare vicino
 alla statua di giulietta . 
si dice che porti fortuna .
secondo la recente
 tradizione popolare ,
 affinche' la foto abbia
 effetto ,il fotografato 
deve tenere con una mano 
il seno di giulietta 

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casa di giulietta :la statua di giulietta a verona

casa di giulietta :la statua di giulietta

nei primi anni del novecento
la casa diventa di proprietà 
del comune, dopo circa trenta
anni viene ristruttutata e 
 creato il balcone del primo 
dialogo di romeo e giulietta. 
all'interno  della casa
poco rimane degli affreschi
e decori antecedenti il
restauro,ci si trova di 
fronte ad una scenografia 
medioevale adatta a ricreare
un ambiente ideale 
per una scena romantica.
il risultato finale è 
comunque godibilissimo e
rappresenta perfettamente
 gli ideali e il pensiero
del medioevo.
all'amministrazione
di verona va il merito di
aver salvato da una vendita
e una fine incerta  il 
luogo che già da due secoli 
a oggi fu meta dei visitatori
(tra cui anche dickens) a cui
era giunta la fama del luogo.


casa di giulietta : queste furono le case dei capuleti donde usci la giulietta....







per alcuni indecorosi,
per altri fascinosi,
i graffiti creati 
dagli innamorati,che 
scrivendo i loro nomi
in qualunque punto del
cortile della casa di
giulietta raggiungibile 
da un pennarello
(o un bigliettino
incollato con gomma
 da masticare).

  
graffiti delle mura della casa di giulietta
questa immagine mostra 
l'ingresso della casa
di giulietta , un luogo
costantemente presidiato
dai turisti che vengono
a verona

a cura di luca airi,
immagini di roberto carta.

ingresso casa di giulietta e i suoi graffiti pieni di messaggi d'amore

il museo della casa di giulietta

il museo della casa di giulietta è situato in un palazzo di impianto medievale,formato da un complesso di edifici che furono fin dal duecento l'effettiva sede di una famiglia dal cappello (da cui il nome capuleti,casata di giulietta).restano visibili alcuni stemmi inpietra con il cappello scolpito a rilievo nella chiave d'arco della volta di accesso alla casa e,all0interno,sui camini di alcune sale.findall'epoca romantica l'edificio fu meta di pellegrinaggi di illustri viaggiatori ,come il celebre scrittore charles dickens,che ne ha lasciato una pittoresca descrizione.la casa è stata restaurata dal comune di verona intorno al 1938,nei primi anni settanta e nel 1996-1997.presenta sul lato verso il cortile il famoso balcone degli incontri segreti tra i due amanti,forse in origine parte di unpiù antico sarcofago,un portale di accesso di epoca gotica e finestre ad arco arcuto e tribolate del tardo quattrocento.nel cortile ,spazio comune su cui affacciano diverse attività,è la statua in bronzo di giulietta eseguita dallo scultore veronese costantini nel 1972,di cui una copia si trova amonaco e una terza è esposta a chicago.l'ultimo recente intervento di restauro (2004) vuole mantenere la facciata medievale nel suo originario aspetto in mattoni a vista,libero dalle sovrapposizioni di biglietti d'ampre e graffiti apposti dai visitatori. il museo della casa di giulietta offre un suggestivo percorso che si svolge in nove sale,allestite con arredi d'epoca ed opere pittoriche.tra queste ultime sono affreschi staccati di ambito veronese di età compresa fra tredicesimo e quattordicesimo secolo,con esempi vicini al grande paolo veronese,e dipinti ottocenteschi relativi alla leggenda dei due amanti.all'ultimo piano,che offre dalle finestre una spettacolare vista sulle mura della cinta scaligera e su castel san pietro,èesposta una preziosa collezione di ceramiche di epoca medievale e del primo rinascimento veronese.l'itinerario della visita è accompagnato dai brani più significativi della tragedia di william shakespeare,corredati dalle storiche immagini del film girato da george cukor nel 1936.una sala ospita il letto originale utilizzato da franco zeffirelli nella lussuosa versione cinematografica di romeo e giulietta del 1968,cui sono affiancati disegni e costumi relativi alla lavorazione del filmstesso.in un altro ambiente è attivo un punto informativo multimediale installato nello scrittoio di giulietta, creato da pucci dè rossi.esso permette di accedere alle notizie e alle immagini più significative del mito degli amanti nei diversi ambiti artistici (musica,pittura,danza,cinema ,teatro ,letteratura),e ai luoghi della memoria di romeo e giulietta (casa di giulietta,casa di romeo e tomba di giulietta).da quì inoltre è possibile scrivere ed inviare lettere a giulietta.

casa di giulietta : il letto di giulietta usato da zeffirelli

nella immagine sotto il letto usato da zeffirelli nella sua monumentale direzione del romeo e giulietta del 1968. il letto nella camera di giulietta usato da zeffirelli per il suo romeo e giulietta del 1968,nella casa di giulietta a verona

le ceramiche delle raccolte del museo di castelvecchio

possono a ragione considerarsi un campione rappresentativo delle classi ceramiche principali dei secoli XV,XVI e XVII. i materiali che fanno parte delle raccolte civiche infatti compongono un insieme quanto mai eterogeneo.vi è infatti rappresentata la ceramica di tipo convenzionale pertinente al convento di santa chiara a verona,oggetto di un cospicuo ritrovamento avvenuto circa una ventina di anni fa presso la corte del duca,luogo ove appunto sorgeva il convento.a tale gruppo appartengono il grande piatto in ceramica dipinta monocroma e il boccale recante la scritta "refetorio" che ne ricorda la destinazione.

a questo oggetti si aggiunge il gruppo delle grafite policrome rinascimentali ,decorate con motivi del repertorio convenzionale di questo periodo :soggetti tratti dal mondo vegetale e animale e dal registro amoroso,disegni geometrici.alla varietà dei soggetti si accompagna la vivacità e la ricchezza dei colori quali il verde ramina e il giallo ferraccia.l'insieme è quanto mai diversificato per le forme presenti : dai boccali alle scodelle ai bacili di piccole dimensioni.

le graffite rinascimentali coprono un arco di tempo piuttosto esteso ,dal volgere del quindicesimo secolo alla metà del diciasettesimo secolo,rappresentativo sia della produzione locale meno accurata sia di quella piùmatura.l'esposizione poi prosegue con le maioliche a partire da quelle più comuni,le cosidette maioliche "bianche e blu" a decorazione floreale.i boccali sono gli esemplari più interessanti : hanno forma globulare e l'ornato è organizzato in maniera da occupare l'intero ventre suddividendolo ,grazie alla suggestiva decorazione,in bande verticali.
a questi oggetti si aggiunge il gruppo delle graffite policrome rinascimentali ,decorate con motivi del repertorio convenzionale di questo periodo :soggetti tratti dal mondo vegetale e animale e dal registro amorosi ,disegni geometrici .allavarietà dei soggetti si accompagna la vivacità e la ricchezza dei colori quali il verde raminao il giallo ferraccia.l'insieme è quanto mai diversificato per le forme presenti: dai boccali alle scodelle ai bacili di piccole dimensioni.

le graffite rinascimentali coprono un arco di tempo piuttosto esteso ,dal volgere del XV alla metà circa del XVIII secolo,rappresentativo sia della produzione locale meno accurata sia di quella matura.
l'esposizione poi prosegue con le maioliche a partire da quelle più comuni,le cosidette maioliche bianche e blu a decorazione floreale.i boccalisono gli esemplari più interessantei:hanno forma globulare e l'ornato è organizzato in maniera da occupare l'intero ventre suddividendolo,grazie alla suggestiva decorazione ,in bande verticali.
tra le maioliche spicca il piattello con putto in stile compendiario forse di provenienza faentina.tale produzione è nota anche con il termine meno specialistico di bianchi o lattesini,con riferimento al candore delle campiture sulle quali spiccano soggetti religiosi come putti ,croci e immagini della vergine maria.

nella foto sotto le ceramiche del museo di castelvecchio nella casa di giuletta a verona

le ceramiche del museo di castelvecchio nellacasa di giulietta

le forme predilette sono quelle aperte di piccole dimensioni,come scodelle e piattelli ,ma non mancano nemmeno i boccali.
l'azzurro cupo e il blu dominano le decorazioni della maiolica berrettina con motivi semplificati,appena accennati,come l'insieme di piccole stelle.fiori multicolori e spiccano invece nel decoro curvilineo della scodella inmaiolica turchesca,così chiamata per ricordare l'origine di tali maioliche che ebbero particolare diffusione nella prima metà del diciasettesimo secolo.l'impostazione del sistema variegato di questi fiori ,riempiendo ossessivamente l'intero fondo,è dominata dall'horror vacui spesso caratterizzante larga parte della produzione.

casa di giulietta : formelle in terracotta della casa di giulietta

il gruppo di dieci formelle in terracotta lavorata a stampo hanno forma romboidale sottolineata da cornici polilobate oppure da ricchi festoni vegetali e testine di putto in rilievo.
alcuni esemplari sono in terracotta e non presentano tracce di colore o di graffitura in modo da far presupporre la stesura successiva del colore ,mentre i tre esemplari con decorazione dipinta e invetriata suggeriscono la vivace policromia di questi insiemi che servivano a formare grale adatte a chiudere balaustre,finestre e piccole recinzioni nelle vecchie case veronesi.
in occasione dell'intervento di restauro compiuto si sono infatti riscontrati sul fianco e a volte sul verso delle formelle più o meno evidenti residui di
formelle in terracotta della casa di giulietta
malta,rimasta aderente dopo la rimozione dal contesto architettonico in cui erano originariamente inserite.
il repertorio è di tradizione classicae attestato nella coeva decorazione a fresco di destinazione profana:sfingi alate,aquile,vasi con fiori,teste di putti,città turrite,suonatori.

i manufatti appartengono ad un gruppo di quarantotto formelle ,databile alla seconda metà del quattrocento,già esposti a palazzo pompei,prima sede delle collezioni civiche dal 1857:possono infatti essere identificati con le "formelle fittili del secolo XV,smaltate vivacemente o leggiadremente figurate","rimesse in più adatto sito" nel corso del 1912 durante i lavori di ordinamento delle opere nelle sale del museo.
nell'allestimento del museo di castelvecchio,realizzato da antonio avena e dall'architetto ferdinando forlati tra il 1923 e il 1926,le formelle erano collocate nella sala di giulio giusti del giardino.in questa sistemazione formavano due grate separate da una porta in marmo rosso.
il complesso decorativo fu smembrato a seguito dell'intervento di carlo scarpa tra il 1958 e il 1964: le formelle furono separate e collocate nei depositi .
alcune terrecotte sono state esposte in occasione della mostra collezioni restituite ai musei di verona tenutasi a castelvecchio tra aprile e settembre 2001.