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SHAKESPEARE TROILO E CRESSIDA
l'atto primo si apre con un dialogo tra l'impaziente troilo,figlio di priamo,e pandaro ,zio di cressida.
pandaro ,avendo notato un forte interesse del principe nei confronti di sua nipote ,inizia a fare la spola
tra i due ,sia allo scopo di accasarsi nella famiglia reale ,cosa di per se già probabile visti
i sentimenti dei due giovani,e soprattutto per prendersi una buona parte di merito nell'unione dei due giovani.
interessante il dialogo della prima scena con la metafora del pane per mostrare la pazienza come elemento
indispensabile per formare le cose buone del mondo (l'amore come il pane,a cui si arriva dopo tante fasi di
lavorazione e attesa,partendo dal grano).
segue un divertente dialogo in cui emergono subito i principali tratti di carattere dell'eroina del
dramma (spirito,intelligenza e subito la saggezza di aver bollato suo zio come ruffiano,immagine questa che lo
accompagnera per tutto il dramma,in quanto "parole,voti,doni,lacrime,il sacrificio pieno dell'amore,lui offre
per conto di un altro").
la scena si sposta fuori dalle mura di troia ,nell'accampamento dei greci,e si apre con agamennone che analizza
i sette anni di guerra trascorsi,in cui ogni impresa ideata per conquistare le mura di troia,
e riportare a casa la "rapita" regina elena,non ha visto compimento nella maniera in cui era stata ideata.
in questa fase viene ancora analizzato il tema della PAZIENZA ,il comandante dei greci infatti dice ai suoi
uomini che le prove della guerra,e della vita,hanno origine divina,e la pazienza
non va calcolata col favore della fortuna,giacchè solo quando la tempesta spazza via l'effimero ciò
che ha sostanza resta intatto,"ricco di intrinseca virtu".
segue un appunto del saggio nestore che usa la metafora della tempesta e del mare,
nel quale in assenza di tempesta possono viaggare sia le barchette di fortuna che le navi corazzate :
la pazienza quindi diventa moneta divina ed assume sinonimo di forza.la scena prosegue con
il celebre monologo di ulisse sull'importanza delle gerarchie ,
sia in ambito sociale che della natura.proprio le attuali minacce alla scala gerarchica dell'esercito
greco vengono individuate nel discorso di ulisse come causa della mancata
presa di troia nei primi setti anni di guerra,e ancora viene condannato il comportamento di coloro che si
innamorano del proprio merito e si rifugiano nei vizi (in particolar modo achille), e di quelli che vengono
colti da spirito di emulazione nei confazione nei confronti di quelli piu' intelligenti di loro,
mettendo in risalto solo le loro qualità fisiche(aiace),disprezzando lo studio delle strategie.
l'opera si è quindi aperta presentando gli eroi in maniera "classica",regalandoci superbe pagine di saggezza
espresse in forma quasi poetica;a questo punto si inizia a vedere la rivoluzione apportata da shakespeare,
che umanizzera i miti mostrandoci i loro limiti e le loro debolezze,oltre che il loro valore.
l'opera si trasforma in farsa:entra sulla scena enea e dopo aver a sua volta dispensato
alcune massime di saggezza "il valore della lode diventa disvalore se chi è lodato è lui stesso a lodarsi..."
legge il proclama da parte del principe troiano ettore:ovvero se tra i greci esiste uno che ami la propria donna
piu' di ettore voglia battersi a duello con lui,altrimenti ettore potrà tornare a troia e proclamare
"che le donne greche non valgono la scheggia di una lancia".la sfida di ettore è in realtà un pretesto per sfidare
achille,ma ad ulisse e nestore viene l'idea di fare un sorteggio che porti porti alla sfida aiace,
questo dopo aver fato credere a quest'ultimo di essere il migliore di tutti .in questo modo ,
snobbando achille e sopravvalutando aiace,si prepara la burla ad entrambi.
nell'atto secondo,dopo un divertente equivoco tra aiace e tersite,entra in scena ulisse, che riferisce,
ad aiace (snobbando achille) del proclama di ettore.nella seconda scena ci si trova all'interno del palazzo
reale di troia:il re ed i principi analizzano la necessita' della guerra :ettore in maniera saggia propone di
restituire elena ai greci e porre cosi' fine alla guerra,in quanto neanche una tra le migliaia di vittime
della guerra giustifica il motivo per cui questa si stà combattendo.
dello stesso parere eleno,sacerdote e figlio di priamo.proprio il focoso troilo
è il principale sostenitore della guerra di troia,(insiema ovviamente a paride) e cosi' facendo ,
inconsapevolmente getterà le basi della sua ormai imminente tragedia amorosa,che coinciderà con quella
di troia intera.nel frattempo è entrata in scena cassandra,profetessa,a dire che in sogno ha visto troia in
fiamme,e a ricordare il noto sogno di ecuba,che incinta di paride lo sogno come il fuoco che avrebbe
bruciato troia.alla fine prevarranno le tesi sull'onore e sulle ragioni dei nobili:
restituire elena ai greci sarebbe giusto,tuttavia sarebbe messo a rischio l'onore della famiglia reale
....la guerra quindi va avanti.
nella scena successiva,mentre i greci sono riuniti ad analizzare le strategie di guerra ,
achille da spazio ai suoi svaghi privati (patroclo e ultimamente tersite...uno per il corpo l'altro per la mente).
nello stesso momento si prosegue la burla nei confronti aiace,versando nelle sue orecchie fiumi di lusinghe,
caricandolo cosi' contro achille,illudendolo di esserne pari,e spingendolo cosi' a lottare contro ettore
,allo stesso tempo si continua l'indifferenzaindifferenza nei confronti di achille.
indefferenza contro la vanità e adulazione, contro la presunzione quindi;
sull'adulazione shakespeare scrive (nel giulio cesare )che è il miglior modo di prendere in trappola gli uomini.
durante la scena è comparso ormai piu' volte tersite , che come tutti i fool shakespiriani
ha facolta e può permettersi di dire anche le verità piu' scomode,in forma piu' o meno satirica.
a differenza della maggior parte dei suoi fool shakespeare non apprezza tersite,
dandogli un linguaggio sempre scurrile ,non conferendoli nessuna dignita e pur facendogli dire la verità gli fa dire
parole che si soffermano e rigurgitano solo gli aspetti negativi della realtà che lo circonda,
limitandosi sempre a criticare senza offrire una soluzione migliore o un miglior modo di vedere le cose e gli altri.
e siamo cosi' al terzo atto,compare elena,liquidata con poche e frivole battute.siamo al momento dell'incontro
di troilo e cressida ,che si dichiarano i loro sentimenti e consumeranno la prima ed ultima notte di sesso,
il tutto sotto le onnipresenti mediazioni e derisioni di pandaro nei confronti dei due "ingenui" amanti.
troilo e cressida sono davvero innamorati,si scambiano sincere promesse di amore eterno e voti di fedeltà qualsiasi
cosa possa succedere,tuttavia a rendere imperfetta questa unione è proprio l'intervento di pandaro,
che ha mendicato i sentimenti dei due giovani,e deriso i due fino al momento io al momento in cui sono entrati
nel loro letto ,quasi a voler svuotare il significato piu' pieno e intimo dell'amore,
allo stesso modo in cui i greci e i troiani svuotano i concetti di fama e onore del loro valore morale,
usandoli come pretesto per combattere una guerra in realtà utile solo a se stessa ed alla alimentazione
di falsi miti di forza e astuzia.
intanto calcante,indovino , padre di cressida,ed attualmente in forza ai greci dopo aver predetto la caduta di troia,
chiede ad agamennone di poter riavere sua figlia sfruttando come cambio per i troiani una persona molto importante
agli occhi di priamo:diomede viene incaricato dello scambio.
la scena torna sulla burla nei confronti di achille che ,sentendosi snobbato ne chiede il motivo ad ulisse,
che si finge a lui solidale.ulisse spiega ad achille che ormai tutte le attenzioni sono rivolte verso aiace,
considerato vero pioniere dei greci;il discorso è abbellito con dei monologhi di saggezza sulle virtu' che brillano
solo quando risplendono verso il prossimo e sono praticate con perseveranza,giacchè obbediscono all'invidia
e alla calunnia del tempo.intanto aiace ubriaco di lusinghe si aggira per il campo di battaglia alla vigilia
della sfida con ettore.nell'atto quarto arriva a troia diomede per effettuare lo scambio di cressida con calcante.
all'apprendere della notizia i due giovani si disperano,troilo promette a cressida che andrà
a liberarla e cressida giura giura eterno amore .
cressida è ancora sincera nei suoi sentimenti,tuttavia non appena arrivata al campo dei greci capisce che sarà
travolta dagli eventi,e la sua sarà una vita da esule:viene infatti sottoposta allo scherno dei gerarchi greci ,
che la giudicano (non diversamente dai poeti che hanno narrato le sue vicende nei secoli) come puttana.
avvenuto lo scambio tra calcante e cressida ha luogo il tanto atteso duello tra aiace ed ettore,che dopo
essersi scambiati pochi colpi vi rinunciano col pretesto di una loro lontana parentela,tra la delusione generale.
troilo chiede ad ulisse di essere condotto all'accampamento di antenore :gli viene concesso,e cosi' troilo ,
all'inizio dell'atto quinto,suo malgrado,assiste senza poter intervenire al corteggiamento di cressida
(da parte di diomede)che cede,
sapendo che diomede per lei rappresenta l'unica possibilità di sottrarsi a una vita di sofferenze e, divisa
tra i sentimenti per troilo e le sue paure, cede a queste ultime e da a diomede il pegno avuto pochi giorni
prima dal suo amante troiano.tutto sotto gli occhi di tersite (che esprime come il mondo sia in balia della
guerra e della lussuria),di ulisse e dello sconvolto troilo.
la scena terza si apre con un tema tanto caro a shakespeare ,quello dei sogni: come nel giulio cesare
andromaca ha fatto sogni di sangue e implora il proprio marito (ettore) a non andare a combattere,sopraggiunge
cassandra che a sua volta cerca di volta cerca di distogliere il proprio fratello ettore ,
che tuttavia non vuole sentire ragioni,e proprio come cesare in nome dell'onore va a combattere,
seguito da troilo che vuole reclamare il suo pegno d'amore,in possesso adesso di diomede...
sopraggiunge anche pandaro(che a causa dello sciagurato svolgersi degli eventi
si è rapidamente ammalato)a consegnare una lettera di cressida a troilo,che in amletico stato d'animo afferma
"parole ,parole,parole,niente dal cuore".
in battaglia ettore viene ucciso dai mirmidoni di achille,che lo trascina sul campo di battaglia
legato alla coda del suo cavallo in modo di far credere ai greci di essere stato lui a ucciderlo:la credibilità
di achille è cosi' recuperata,ma cade anche l'ultimo ,seppur distorto,valore per cui i greci stanno conmattendo,l'onore.
il "dramma" si chiude con lo sfogo di pandaro che dopo aver ricevuto ufficialmene da troilo il suo
disprezzo e il marchio di ruffiano,vede l'ulteriore aggravarsi della sua salute e la sua imminente morte.
nel troilus shakespeare ci riconsegna gli eroi greci in una nuova dimensione :da miti a comuni mortali,che muoiono
e soffrono a causa dei propri errori e delle loro debolezze,che combattono una guerra senza un motivo
sufficiente a giustificarla,a causa di valori svuotati del loro significato piu' profondo
(le ragioni della politica diventano le ragioni di un nobile,l'onore non deriva dal mantenere intatta la propria
tatta la propria coscienza o dall'agire positivamente verso gli altri ma dal farsi vendetta o peggio
il semplice voler esibire la propria forza fisica,la gloria militare come valore in se ,a prescindere dalla
causa per cui si combatte).nel troilus non ci sono personaggi pienamente positivi,tranne forse la stessa cressida,
che ci viene consegnata sotto una luce nuova :non piu' simbolo di tradimento,semplicemente una persona
debole,la cui identita si frantuma come quella di ognuno di noi per adattarsi alle situazioni nuove ,
come in una moderna,pirandelliana frantumazione dell'io (uno nesuno centomila ,non si sa come).
esiste la cressida innamorata di troilo,quella che cede facilmente a diomede,esisterebbero mille
altre cresside a seconda delle persone che il DESTINO dovesse mettere sul suo cammino.
a propositò del destino è utile sapere la grande differenza tra i grandi tragici greci del V secolo a.c.
e la tragedia di shakespeare:la prima è intesa come tragedia del destino,sottoposto principalmete dal
volere degli dei,la seconda è intesa come tragedia del carattere,nel senso che il destino è determinato
principalmete dall'agire dell'uomo,le cui fortune sono determinate dalla bontà d'animo e le sventure dai propri errori.
un tema ricorrente in molte opere di shakespeare è ancora quello dei sogni,che in questo caso hanno funzione
di premonizione del destino.
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